amministratore di condominio non aggiornato

Amministratore di condominio che non frequenta i corsi di aggiornamento professionale, figura debole per i condomini!

4 agosto 2017

Siamo più volte intervenuti  in ordine al  Decreto sulla Formazione degli amministratori di condominio (Decreto Ministeriale del 13 Agosto 2014 n°140), e specificatamente in relazione all’articolo 5° comma 2° che disciplina gli obblighi del corso di aggiornamento professionale per gli amministratori di condominio.

Ecco la disposizione: “Gli obblighi formativi di aggiornamento hanno una cadenza annuale. Il corso di aggiornamento ha una durata di almeno 15 ore e riguarda elementi in materia di amministrazione condominiale, in relazione all’evoluzione normativa, giurisprudenziale e alla risoluzione di casi teorico-pratici”.

Il 5° comma del medesimo articolo dispone: “Il corso di formazione e di aggiornamento può essere svolto anche in via telematica, salvo l’esame finale, che si svolge nella sede individuata dal responsabile scientifico”.

La nuova norma ha imposto all’amministratore di condominio l’obbligo di aggiornarsi annualmente, con corsi di almeno 15 ore, il Decreto non prevede deroghe,  tutti coloro i quali amministrino un condominio, come amministratore esterno – professionista, debbono attenersi alla norma.

Abbiamo successivamente affrontato il tema delle responsabilità legali che incombono sull’amministratore di condominio non aggiornato.

La norma indicata, Articolo 71 Bis delle Disposizioni di Attuazione al  Codice Civile è una norma imperativa, ai sensi dell’articolo 1418 del medesimo Codice, in applicazione, del principio,  la nomina di un amministratore di condominio, non in regola con gli obblighi di aggiornamento, anche presa all’unanimità dei condomini, non produrrà alcun effetto giuridico, quindi sarà inesorabilmente nulla.

Quindi, a titolo esemplificativo, un ipotetico contratto di appalto sottoscritto dall’amministratore non in regola con gli obblighi di aggiornamento professionale, non produrrà alcun effetto tra le parti.

Diversamente qui vogliamo analizzare la questione sotto un diverso aspetto, ossia la debolezza della figura dell’amministratore di condominio non aggiornato nei confronti dei condomini e della Sua estrema ricattabilità.

La professione di amministratore di condominio oltre a richiedere specifiche competenze giuridiche, tecniche, amministrative e gestionali impone spiccate capacità relazionali, in funzione delle interazioni quotidiane con i condomini.

Ogni singolo fabbricato gestito impone all’amministratore il confronto quotidiano con molte controparti, che, provengono da estrazioni sociali e culturali diverse e alle quali inevitabilmente è obbligato ad applicare il sistema di regole, che, governa la convivenza condominiale.

Inoltre le istanze dei condomini sono ripetute e non sempre in linea con gli interessi generali della collettività condominiale, di cui l’amministratore deve sempre tener conto nel suo agire quotidiano.

Abbiamo più volte sottolineato, come l’attività di amministratore di condominio sia un’attività complessa e scomoda, molte volte l’amministratore, a tutela degli interessi generali della collettività condominiale deve assumere iniziative dirette anche legali nei confronti dei singoli condomini. Come ad esempio il ricorso all’Autorità Giudiziaria per il recupero delle morosità condominiali.

Come farà l’amministratore non aggiornato, il quale di fatto opera senza copertura giuridica a prendere iniziative forti nei confronti dei condomini?

Basterà la semplice richiesta di informazioni del condomino moroso sull’adeguamento dell’amministratore all’aggiornamento professionale per vanificare ogni iniziativa.

Gli amministratori di condominio dovrebbero riflettere bene prima di snobbare l’aggiornamento professionale obbligatorio.