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Amministratore di condominio una professione troppo bistrattata. Salviamola!

24 maggio 2014

Nella graduatoria delle figure più invise all’utenza, dopo i politici, tra le prime vi è sicuramente quella degli amministratori di condominio. Categoria professionale, che, immotivatamente sconta un pregiudizio, adito ad indicare l’amministratore nel caso migliore un incapace in quello più estremo un disonesto. Contrariamente a quanto comunemente si pensi  la professione di amministratore altre a richiedere specifiche competenze giuridiche, tecniche, amministrative e gestionali impone, anche, spiccate capacità relazionali, sia in funzione dei rapporti con i fornitori dei servizi, sia in funzione delle relazioni con i condomini. Purtroppo l’amministratore professionista si confronta giornalmente con concorrenti, che, svolgono l’attività occasionalmente così detti dopolavoristi, con scarsa competenza in materia, i quali tendono a produrre notevoli danni alla collettività che amministrano, danni troppe volte tollerati a causa della presunta gratuità del servizio. L’amministrore di condominio può essere definito un  helpers ossia un soggetto, che, si interfaccia con situazioni di disagio incolpevolmente, rimanendo vittima di conflitti a cui non riesce a porre rimedio. L’ effetto dell’helpers è il così detto burnout, definizione data dalla dott.ssa Cristina Maslack, psicologa all’ Università di Berkely. Il burnout realizza un carico eccessivo dato dalle problematiche e dalle persone a cui si presta consulenza, da cui deriva una decadenza psicofisica, caratterizzata da stagnazione, frustrazione ed apatia e nei casi più drammatici dalla morte professionale. Unico rimedio a tale disagio è il rapporto con i colleghi.  Solo il confronto con il collega amministratore, che, vive quotidianamente le medesime ansie, può, anche se momentaneamente, allievare la profonda frustrazione che gnenera questa professione. Condividere le emozioni con chi svolge la medesima attivitità è fondamentale per gli amministratori. A tal proposito il Mapi richiede ai prospri iscritti una pedissequo rispetto delle regole deontologiche nei confronti dei colleghi amministratori associati, l’amministratore Mapi deve sempre ipirare la propria azione ai principi di corettezza e lealtà. L’unico rimedio all’eccessivo stress è un leale rapporto con i colleghi.