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Amministratore professionista senza corso aggiornamento professionale – Profili di responsabilità penale?

3 giugno 2017

Secondo quanto disposto , L’articolo 71°Bis delle Disposizioni di Attuazione al Codice Civile, come modificato  dalla recente Riforma del condominio; Legge n°220/2012, può svolgere l’attività di amministratore, chi ha frequentato un corso di formazione e di aggiornamento per amministratore di condominio.

Pertanto chi continua, come professionista, ad amministrare non attenendosi, agli obblighi formativi, viola una norma.

Tra l’altro l’articolo  indicato, si riferisce letteralmente ai requisiti, senza i quali non è possibile esercitare l’attività di amministrazione di condominio.

Come sappiamo l’Ordinamento Giuridico, prevede per ogni violazione di norma, una sanzione, ossia una conseguenza negativa, direttamente collegata con la condotta illegittima.

Per gli amministratori di condominio non condomini, avviarsi o continuare nell’amministrazione di un condominio, non conformandosi agli obblighi di aggiornamento professionale, prevede la sanzione della nullità, sia per l’atto di nomina (delibera assembleare), che, per la successiva attività posta in essere dall’amministratore non aggiornato (conclusione ed esecuzione contratti).

La norma indicata, Articolo 71 Bis delle Disposizioni di Attuazione al  Codice Civile è sicuramente una norma imperativa, ai sensi dell’articolo 1418 del medesimo Codice, ossia disposta nell’interesse generale e non derogabile per con accordo tra le parti.

In applicazione, del principio,  il condominio non potrà mai deliberare, anche all’unanimità, di nominare un amministratore, non in regola con gli obblighi di aggiornamento professionale, in deroga a quanto disposto dell’articolo 71 bis, delle Disposizioni di Attuazione al Codice Civile.

Cosa implica la sanzione di nullità per le attività indicate? La prima e grave conseguenza è, che, l’atto nullo non produce effetti giuridici. Quindi, a titolo esemplificativo, un ipotetico contratto di appalto sottoscritto dall’amministratore non in regola con gli obblighi di aggiornamento professionale, non produrrà alcun effetto tra le parti.

Ma v’è di più, la carenza del requisito indicato dalla norma più volte citata, potrebbe avere implicazioni più gravi per l’amministratore di condominio professionista, determinando diverse e ancora più gravi responsabilità, per colui il quale esercita l’attività senza requisiti.

Vi sono alcune fattispecie tipiche di reato, nelle quali potrebbe imbattersi l’amministratore, che, consapevolmente, ritenga e comunichi di essere in regola con gli obblighi di aggiornamento professionale, quando nella realtà così non è.

Articolo 640 del Codice Penale – Truffa:”Chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire centomila a due milioni”.

Articolo 646 del Codice Penale – Appropriazione indebita: “Chiunque, per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto, si appropria il denaro o la cosa mobile altrui di cui abbia, a qualsiasi titolo, il possesso, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032.

Articolo 485 del Codice Penale – Falsità in scrittura privata:”Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, forma, in tutto o in parte, una scrittura privata falsa, o altera una scrittura privata vera, è punito, qualora ne faccia uso o lasci che altri ne faccia uso, con la reclusione da sei mesi a tre anni”.

Con questi esempi non si vogliono creare inutili allarmismi, per fortuna nel nostro Ordinamento, la responsabilità penale va provata attraverso più gradi di Giudizio, ma, si vuole esclusivamente inculcare negli amministratori di condominio professionisti  la consapevolezza delle gravi e non sempre prevedibili implicazioni, che, comporta la violazione degli obblighi di aggiornamento professionale.