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Carenze di programmazione della manutenzione condominiale

6 giugno 2014

Mai come in questo momento le parti comuni del fabbricato assumono rilevanza nel mercato immobiliare, nonostante, la forte crisi del settore. Perché le parti comuni? L’80% del parco immobiliare è definito vecchio, talvolta obsoleto, realizzato tra gli anni 60 e gli anni 80, un ventennio di boom edilizio. Eppure, oggi sembra non rendersene conto alcuno. Gli interventi di manutenzione dei fabbricati si riducono al minimo indispensabile, i cosiddetti interventi d’urgenza idonei a far fronte esclusivamente alle emergenze, senza alcuna programmazione. Comprensibile, data la crisi economica e finanziaria che investe il nostro Paese. Ma ciò è dovuto solo alla crisi o anche ad una involontaria ingenuità da parte della proprietà, che, per anni non ha mai pensato a programmare la manutenzione del fabbricato condominiale che invecchia al pari dell’uomo? Perché nessuno ha mai dato importanza alle aree sia interne, che, esterne al fabbricato secondo i dettami dell’articolo 1117 del Codice Civile, che, tra l’altro, viene citato in sede di acquisto del bene immobile? Abbiamo oggi l’opportunità rispetto al passato di avere a disposizione tecnologie e competenze all’avanguardia in tutti i settori. Approfittiamone e sensibilizziamo i cittadini/condomini a prendere coscienza dell’importanza di programmare una costante manutenzione delle aree comuni del fabbricato, rappresentative, nel contesto urbano, dell’ordine o del disordine, del bello o del brutto. Questa crisi ci dà l’opportunità di fare uno sforzo maggiore rispetto al passato, approfittiamone e sfruttando il presente guardiamo al futuro. Iniziamo da noi amministratori, iniziamo dalle assemblee condominiali, iniziamo con competenza e fiducia.

Architetto Fernanda Marigo

 Mapi Verona