compenso amministratore di condominio

Compenso amministratore di condominio! Come calcolarlo?

23 luglio 2017

Secondo quanto previsto dall’articolo 1129 del Codice Civile, come riformato. L’amministratore, all’atto dell’accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso per l’attività svolta.

L’articolo 1135 del Codice Civile indica che l’assemblea di condominio provvede alla conferma dell’amministratore e al suo eventuale compenso. Da tale norma si deduce che il compenso dell’amministratore non è obbligatorio, infatti, l’assemblea può decidere espressamente per la gratuità dell’opera.

In ogni caso l’articolo 1709 del Codice Civile, che regola i rapporti di mandato, ci indica il mandato quale opera con presunzione di onerosità, quindi a meno di una specifica previsione del regolamento di condominio o dell’assemblea, l’amministratore ha diritto a un compenso per la propria opera.

Per l’attività d’amministratore di condominio, vi è da dir che non esiste alcun tariffario specifico, non previsto dalla Legge 4/2013, norma che disciplina le professioni non regolamentate.

Tra l’altro, anche per le professioni ordinistiche (architetto, avvocato, ingegnere ecc) le tariffe professionali obbligatorie sono state abolite dal Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27, che ha introdotto l’obbligo, su richiesta del cliente, di pattuire un compenso per l’attività professionale realizzata.

Per l’amministratore professionista, al momento del conferimento dell’incarico non resta altra via che indicare al condominio quale sarà il suo compenso integrale per tutto l’incarico ricevuto.

Tra l’altro il medesimo articolo 1129 del Codice Civile indica: “Alla cessazione dell’incarico l’amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e a eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto a altri compensi”. Norma di difficile interpretazione che genera altri dubbi tra gli amministratori professionisti e che sembra caratterizzata da uno spirito punitivo per i medesimi, assolutamente ingiustificato.