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Distacco impianto riscaldamento centralizzato i limiti dell’articolo 1118 del Codice Civile

6 novembre 2016

Secondo il 4° comma dell’articolo 1118 del Codice Civile: “Il condomino può rinunciare all’utilizzo dell’impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento, se dal suo distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunziante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell’impianto e per la sua conservazione e messa a norma”.

Il distacco previsto dalla norma è  il distacco autonomo del condomino, che, non prevede autorizzazioni assembleari ne tantomeno contributi nelle spese di gestione dell’impianto, combustibile compreso.

Ma cosa intende la norma per squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini? Alla luce di quanto riferito la decisione del condomino dovrebbe essere sostenuta quantomeno da una perizia di un tecnico abilitato, che in forma scritta dopo un’attenta analisi dell’impianto e del complesso delle normative tecniche, che regolano la materia, confermi la circostanza.

Da ultimo un recente orientamento della Giurisprudenza di legittimità ha confermato l’assunto secondo cui il condomino distaccante è onerato a provare le circostanze indicate dell’articolo 1118 del Codice Civile, prima di procedere al distacco medesimo.

Corte di Cassazione, sezione VI Civile, Sentenza 14 giugno – 3 novembre 2016, n°22285, secondo cui:”Il condomino che intende distaccarsi deve, …………, fornire la prova che dal suo distacco non derivino notevoli squilibri all’impianto di riscaldamento o aggravi di spesa per gli altri condòmini, e la preventiva informazione dovrà necessariamente essere corredata dalla documentazione tecnica attraverso la quale egli possa dare prova dell’assenza di “notevoli squilibri” e di “assenza di aggravi” per i condomini che continueranno a servirsi dell’impianto condominiale. …..Con l’ulteriore specificazione che colui che intende distaccarsi dovrà, in presenza di squilibri nell’impianto condominiale e/o “aggravi” per i restanti condòmini, rinunciare dal porre in essere il distacco perché diversamente potrà essere chiamato al ripristino dello status quo ante“.

La Sentenza ha confermato il principio per cui solo una idonea documentazione tecnica atta ad escludere  squilibri di funzionamento dell’impianto centralizzato o aggravi di spesa per gli altri condomini, legittima il distacco del singolo condomino.