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Forte preoccupazione del Mapi in merito alla recente intervista rilasciata dal Dottor Ferri Sottosegretario alla Giustizia sul Decreto che regolerà la formazione degli amministratori di condominio

9 marzo 2014

Alla luce della recente intervista lasciata dal Sottosegretario al Ministero di Grazia e Giustizia Dottor Cosimo Maria Ferri alle colonne del Sole 24 Ore, aumentano le preoccupazioni del Mapi, in relazione al prossimo Decreto Ministeriale, che, regolerà la formazione degli amministratori di condominio. L’articolo apre il fronte a diverse domande. Perchè non c’è nessun accenno alle associazioni professionali strutture riconosciute dalla Legge a fornire formazione e rilasciare attestazioni (Legge n°4/2013)? Perchè ci sono riferimenti solo ad enti di formazione con strutture adeguate per la formazione contnuativa con corpo docente stabile? Le associazioni professionali sono strutture, che, a differenza delle Università e degli enti di formazione non hanno come attività principale la formazione, ma, in questi anni di completo disinteresse del legislatore hanno fornito formazione in materia condominiale ad alto livello. Creando un patrimonio di conoscenze che non può essere cancellato con un tratto di penna. A parere del Mapi il redigendo Decreto Ministeriale da emanarsi ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.  400, non potrà, che, conformarsi alla legislazione vigente in materia, rilevando che le uniche istituzioni aventi i requisiti per effettuare formazione permanente in materia di amministrazione condominiale (sia iniziale che periodica) sono le associazioni professionali,  in regola con i requisiti di cui alla Legge 4/2013, perché unici enti demandati da una Legge dello Stato, a valorizzare le competenze ed a promuovere la formazione permanente della professione non organizzata in ordini o collegi di amministratore di condominio. Si badi bene il termine che la Legge usa è formazione permanente, che, non limita il suo significato a formazione continua, come previsto dall’articolo 7 del D.P.R. 137/2012 per le professioni ordinistiche, ma, intende formazione completa sia iniziale, che continua. Come farà il Decreto senza contrastare La Legislazione superiore a escludere le associazioni professionali dagli Enti, che, hanno i requisiti per esercitare formazione in materia condominiale. Come farà il medesimo Decreto a consentire, che, altre identità diverse dalle associazioni abbiano i requisiti per esercitare formazione anche periodica in materia di amministrazione condominiale, quando una Legge dello stato ha già statuito che la formazione in materia spetta alle associazioni professionali.  Preso atto che l’attività di amministratore di condominio e una professione non regolamentata, la materia è già regolata dalla Legge n°4/2013, che, ha diviso le professioni regolamentate da quelle non regolamentate. Prevedendo un Ente che deve occuparsi di formazione, esclusivamente le associazioni. Ove si volesse prevedere per gli amministratori di condominio un diverso regime dalla altre professioni non regolamentate si creerebbe una ingiusta disparità per questi ultimi,che, tra l’altro non è prevista dalla normativa. Inoltre ove il regolamento intendesse abilitare alla formazione anche periodica enti diversi dalle associazioni si creerebbe un pericoloso ibrido, teso di fatto a svuotare di valenza la Legge 4/2013, ove solo gli amministratori di condominio, diversamente da altri colleghi professionisti non regolamentati sarebbero costretti a scegliere enti diversi per la propria formazione anche e specialmente periodica, con ingiusto aggravio di costi anche professionali. Ed inoltre quale associazione accetterebbe tra i propri iscritti un professionista formato da un altro ente, abilitando altre istituzioni alla formazione in materia di amministrazione condominiale, si avvierebbe una seria ipoteca sulle prerogative delle associazioni, in palese contrasto con la volontà del Legislatore ,che, con la Legge n°4/2013, ha basato il sistema di garanzia per il consumatore sull’attestazione rilasciata dall’associazione. Vi è da chiedere cosa potrebbe attestare l’associazione di riferimento, per un amministratore di condominio formato da un Ordine professionale o da un diverso Ente di formazione. In relazione poi,alla paventata previsione nel redigendo Decreto di presunti esami obbligatori, per i candidati amministratori di condominio, la previsione appare lontanissima dal dettato legislativo sia perché, l’articolo  33 della Costituzione  prescrive un esame di Stato esclusivamente per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale, solo per le professioni regolamentate. Su che basi legislative si fonderebbe, tale presunto esame riservato agli amministratori di condomino. Come si concilierebbe tale presunto esame con l’articolo 7° della Legge n°4/2013 cha da mandato alle associazioni professionali di certificare le competenze dei propri iscritti. Speriamo, che, questo Decreto non si riveli una occasione per abolire il sistema di formazione basato sulle associazioni, che, in questi anni ha dato buoni frutti. Prima di regolare la materia si dovrebbero almeno sentire gli operatori che di fatto hanno costruito questa professione. Ultima riflessione, se si alzerà troppo l’asticella e si regolerà in modo, che, solo le Università potranno avere i requisiti per dare la formazione, quanto costerà ad un giovane avviarsi ad un percorso formativo? Prevedendo la Legge, che, la formazione sia continua, quanto costerà ad un giovane aggiornarsi annualmente con corsi Universitari. Quando da associato avrebbe potuto avere i medesimi servizi (Formazione iniziale e continua) con una semplice quota di adesione. Perchè un giovane amministratore di condominio, dovrà avere costi diversi da qualsiasi altro giovane professionista, regolamentato o non che sia, al quale la semplice adesione all’Aassociazione o all’Ordine di riferimento garantirà la formazione periodica gratuitamente o con limitatissimi costi aggiuntivi?  Ma si sà in Italia abbiamo bisogno di ulteriori regole sempre e comunque. Ogni regola ha il suo costo, costo, che, qualcuno pagherà.

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