Gestione condominio il residuo attivo!

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Gestione condominio si pone un dubbio cosa fare di un eventuale residuo attivo all’esito del rendiconto?

La norma condominiale ci dà una prima risposta.

Tra le attribuzioni dell’assemblea dei condomini, rientra la decisione sulla destinazione di un eventuale residuo attivo di gestione condominio.

Il punto 3 dell’articolo 1135 del Codice civile tra le attribuzioni dell’assemblea dei condomini indica: “L’assemblea dei condomini provvede………all’approvazione del rendiconto annuale dell’amministratore e all’impiego del residuo attivo della gestione”.

La giurisprudenza di legittimità ha confermato il principio.

Cassazione civile sez. VI, 09/02/2021. “In tema di condominio negli edifici, non è causa di invalidità della deliberazione assembleare di approvazione del rendiconto presentato dall’amministratore la circostanza che in essa si provveda all’impiego degli attivi di gestione, costituiti dai proventi che il condominio trae dalla locazione a terzi di parti comuni, al fine di ridurre, per parziale compensazione, l’importo totale delle spese da ripartire tra i singoli condomini, con conseguente proporzionale incidenza sui conti individuali di questi ultimi e sulle quote dovute dagli stessi…”.

Ossia è lecito in caso di debiti dei condomini compensarne i crediti dovuti ad avanzo di cassa per locazione di parti comuni.

Anche se l’indicazione della sentenza è molto chiara, rimane aperta una domanda; quando siamo in presenza di un residuo attivo nella gestione condominio?

Quando le entrate dell’anno di gestione superino le uscite, ossia quando effettivamente a fine gestione pagate tutte le spese riferite a quell’anno (evidenziate per competenza) si sia accertato un surplus delle casse condominiali.

Ma nel caso avverso, ossia quando, contabilizzando entrate e uscite rimanga un residuo attivo, ma siano presenti spese non saldate e imputate al condominio nel relativo anno di gestione.

In tal caso non vi è alcun residuo perché dal punto di vista finanziario il condominio è debitore verso terzi.

Ancora nel caso in cui anche in una situazione di passività del condominio, ossia siano presenti costi imputabili all’anno di gestione non saldati o anche avendo saldato tutti i costi si evidenzi nello stato di ripartizione uno squilibrio. A fronte di condomini a credito siano presenti condomini a debito, che non hanno adempiuto interamente a quanto dovuto.

Negli ultimi casi non è possibile riferirsi al residuo di gestione, perché la gestione non ha prodotto alcun avanzo.

Pertanto dovrebbe parlarsi di residuo attivo di gestione condominio, solo quando, alla luce dei costi di competenza e dello stato di ripartizione tutti i condomini risultino a credito e sia effettivamente presente un attivo nelle casse condominiali.