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Gradimento amministratore di condominio nuovo sondaggio Mapi

2 maggio 2020

Qual è l’indice di gradimento degli amministratori di condominio riferito alla propria attività?

Si ritengono soddisfatti?

Valutano positivamente il ritorno economico del proprio impegno quotidiano?

Pensano che la propria attività sia impegnativa e stressante?

Valutano che i propri clienti/condomini sia soddisfatti dei servizi resi?

Pensano che i propri clienti/condomini siano consapevoli delle difficoltà oggettive che l’attività di amministratore condominiale comporta?

Per rispondere a queste domande il Mapi ha progettato un sondaggio on line scegliendo un campione rappresentativo tra i propri iscritti.

Purtroppo nel quadro attuale l’attività di amministratore di condominio, appare assolutamente dequalificata e vittima di un’ingiusta e quanto mai irreale generalizzazione negativa.

Gli amministratori di condominio condividono con altra categorie professionali odiosi luoghi comuni.

Nella realtà, invece, l’attività è molto complessa e carica di responsabilità; per esercitarla è indispensabile avere una competenza multidisciplinare, contabile, giuridica, tecnica e cognitivo relazionale. Inoltre è opportuno avviarsi ad una organizzazione professionale o aziendale, coadiuvata da consulenti esterni o lavoratori dipendenti, avvalersi di interfacce informatiche e telematiche, seguire i corsi di aggiornamento professionale e dotarsi opportunamente di una polizza per la responsabilità civile.

Ma i nostri clienti/condomini ne sono assolutamente inconsapevoli e rimangono arroccati su posizioni conflittuali molte volte assolutamente ingiustificate.

Sarebbe auspicabile nelle relazioni quotidiane tra amministratori e condomini cercare un clima empatico, inibendo inutili ostilità pregiudiziali ed evitando continue contestazioni ed incomprensioni, cercando di negoziare in continuazione, al fine di minimizzare i contrasti e massimizzare i risultati tesi a una gestione efficiente e produttiva, solo al fine di tutelare al meglio gli interessi dei medesimi condomini.

Pertanto per tentare di migliore il clima e renderlo più collaborativo, come primo passo ci è parso necessario conoscere e analizzare l’opinione dei nostri amministratori di condominio, che partecipando alla ricerca hanno contribuito a studiare il fenomeno e tentare di individuare un percorso diretto a migliorare la proprio situazione lavorativa.

Il campione rappresentativo è costituto da 100 amministratori di condominio iscritti al Mapi, la prima parte dell’intervista è stata strutturata per qualificarlo, molto interessante è stato poter verificare, che, nonostante i luoghi comuni che vedono l’amministratore come un soggetto dequalificato, il 44% degli intervistati ha dichiarato di essere laureato, addirittura il 24.00% ha dichiarato di avere anche un’abilitazione ordinistica.

Il 46% degli intervistati ha dichiarato di operare nel Nord Italia, il 27.00% nel Centro Italia, il 22% nel Sud Italia e 5.00% nelle isole. Quasi la metà degli intervistati 48% ha dichiarato di svolgere la propria attività non in strutture organizzate, ma in modo autonomo.

La seconda parte dell’intervista è stata indirizzata a testare il grado di soddisfazione degli amministratori di condominio, la maggioranza degli intervistati si è dichiarata soddisfatta della propria attività, ritenendola  impegnativa, il 47% molto impegnativa.

Decisamente bassa la soddisfazione economica, il 46% ha dichiarato  di non essere pagato adeguatamente per l’attività di amministratore condominiale esercitata. Molto alto il disagio per gli amministratori causato dalla gestione delle morosità condominiali, il 40% degli intervistati la ha dichiarata quale parte meno soddisfacente della propria attività, mentre la parte più gratificate, 55% degli intervistati, si è rivelata la gestione dei condòmini, quindi la gestione del  rapporto umano.

Il rapporto con gli amministrati, però, non risulta sempre facile, il 37% degli intervistati ha dichiarato che i condòmini non sono assolutamente consapevoli delle difficoltà che l’amministratore incontra nell’esercizio dell’attività e il 54% ha ritenuto di essere poco supportato dai condòmini, in ogni caso la maggioranza si è dichiarata disponibile ad aumentare il numero dei condomìni gestiti.

Molto interessante il dato sulle competenze necessarie per svolgere l’attività. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare il 30% degli intervistati ha ritenuto che per l’amministratore di condominio sia indispensabile possedere competenze cognitive – relazionali, il 28.00% competenze giuridiche, minori percentuali hanno collezionato le competenze; contabili, tributarie, tecniche e amministrative.

Schiacciante la maggioranza, 96% degli intervistati, che ha ritenuto l’attività di amministratore condominiale complessa.

Lo studio contribuisce a dare uno spaccato dell’attività ritenendosi utile anche per sfatare luoghi comuni sugli amministratori, che maggiormente alla luce dei recenti avvenimenti sono da considerarsi assolutamente obsoleti.

 

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