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Il Mapi interviene sull’intervista rilasciata a Condominioweb il 28 Maggio 2014 da un esponente Confipi al fine di salvaguardare la formazone on line da critiche immotivate.

28 maggio 2014

Appare opportuno nella qualità di Presidente del Mapi Movimento Amministratori e Proprietari d’Immobili, che, da oltre 10 anni si occupa di formazione telematica in materia condominiale rispondere alle affermazioni fatte dal Vice Presidente Confipi, il quale ha testualmente riferito: “Senza gli opportuni controlli, e sanzionando in modo serio coloro che in questa giungla che si sta scatenando, promettendo facili attestazioni anche mediante “corsetti” online (fatti salvi quelli erogati su adeguate piattaforme e supporto di verifica del percorso formativo che solo poche organizzazioni e associazioni sono in grado al momento di erogare) non riusciremo ad elevare la reputazione e la qualità degli amministratori condominiali”. Non sappiamo a quali corsetti l’esponente Confipi, si riferisca, speriamo non al corso Mapi per amministratore di condominio in modalità telematica. Secondo il nostro parere la questione è ben più complessa e riteniamo, che prima di lanciarsi in affermazioni generiche andrebbe pedissequamente approfondita. Il Mapi è pioniere in materia essendosi specializzato negli anni in corsi di formazione a distanza (FAD), attraverso metodologie on line o e-learning, che, dir si voglia. Il tutto ispirandosi ad una corposa congerie legislativa, che, ha inteso promuovere la formazione telematica nei più svariati campi. I vantaggi dell’uso delle nuove tecnologie in materia di formazione sono ormai riconosciuti universalmente. Poichè di fatto, specialmente in materia di amministrazione condominiale, con pochi corsi organizzati quasi esclusivamente in grandi centri urbani, o raramente in capoluoghi di provincia, l’accesso alla formazione è condizionato da evidenti limiti, geografici, (si pensi ai residenti i piccoli centri), professionali (si pensi alla difficoltà di conciliare la formazione con orari prestabiliti ed il lavoro), ed economici, (si pensi ai costi consistenti dei corsi residenziali), nella realtà contemporanea le nuove tecnologie, permettono attraverso l’uso di sistemi multimediali(internet) di ridurre notevolmente i limiti di accesso alla formazione citati. Ottimizzando i tempi i modi ed i costi della formazione, prevedendo la possibilità di condividere la conoscenza anche senza la condivisione di una spazio materiale. I lati positivi della formazione a distanza sono innumerevoli. Si pensi che con un corso e-learning si potrà formare un soggetto domiciliato in un comune lontano dai grandi centri, costretto al fine di seguire un corso residenziale a dispendiosi spostamenti, con notevole risparmio per la produttività individuale. Con drastica riduzione dei costi della formazione stessa, e relativa eliminazione delle spese di viaggio e degli spostamenti fisici. Con possibilità di dare i medesimi standard formativi ai candidati residenti su tutto il territorio nazionale. Formando soggetti, anche residenti in zona impervie, senza alcun movimento fisico, direttamente nel proprio domicilio. L’organizzazione della formazione per il candidato in piena libertà di orari e di tempi. Di fatto le piattaforme e-learning sono sempre attive, consentendo la compensazione della formazione con diversi impegni personali e professionali aumentando la produttività del sistema con riduzione dei costi inutili. Tra l’altro tutto il sistema legislativo italiano è implementato a promuovere la formazione on line. Il Decreto-legge 12 settembre 2013, n. 104, (in Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 214 del 12 settembre 2013), coordinato con la legge di conversione 8 novembre 2013, n. 128, recante: “Misure urgenti in materia di istruzione, universita’ e ricerca”. Legislazione che tra l’altro si è occupata della digitalizzazione della scuola Italiana indicando all’Articolo 6 comma 2-quater : “Lo Stato promuove lo sviluppo della cultura digitale, definisce politiche di incentivo alla domanda di servizi digitali e favorisce l’alfabetizzazione informatica anche tramite una nuova generazione di testi scolastici preferibilmente su piattaforme aperte che prevedano la possibilita’ di azioni collaborative tra docenti, studenti ed editori, nonche’ la ricerca e l’innovazione tecnologiche, quali fattori essenziali di progresso e opportunita’ di arricchimento economico, culturale e civile come previsto dall’articolo 8 del codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82”. Peraltro diversi progetti di formazione a distanza sono stati sperimentati nelle Università Italiane. Il Decreto Interministeriale 17 aprile 2003 (in GU 29 aprile 2003, n. 98) ha individuato i criteri e le procedure di accreditamento dei corsi di studio a distanza delle Universita’ statali e non statali e delle istituzioni universitarie abilitate a rilasciare titoli accademici di cui all’art. 3 del Decreto 3 novembre 1999, n. 509. Regolando definitivamente proposte di corsi universitari organizzati esclusivamente in modalità e-learning. Istituendo le così dette università telematiche , che erogano i propri servizi in modalità on line. Tra l’altro tutte le più avanzate Università Statali Italiane ed internazionali, solo ad esempio il Mit (Massachusetts institute of technology), propongono offerte formative e-learning. . Alla luce di quanto riferito, ove il redigendo Decreto non considerasse la possibilità di offrire formazione a distanza nel campo dell’amministrazione condominiale, si porrebbe in contrasto con una corposa legislazione previgente, anche gerarchicamente superiore, che, ha promosso la formazione on line nei più svariati campi, tra cui quello universitario di massima rilevanza didattica. Il M.A.P.I. avendo offerto dal 2001 quasi esclusivamente formazione a distanza in ambito condominiale, ha potuto maturare una certa esperienza in materia. La formazione on line effettuata dal movimento ha visto per una volta sparire tutte le limitazioni, che, dividono il nostro paese, anche di sviluppo economico. Ha dato la possibilità di divulgare le tematiche condominiali in molti piccoli centri della nostra nazione, lontani dalle grandi vie di comunicazione a corsisti, che, difficilmente si sarebbero potuti recare presso un grande centro urbano per seguire un corso residenziale, il tutto con un investimento contenuto. In rete si sono neutralizzate le differenze geografiche ed economiche, che ancora oggi condizionano il nostro paese. Creando una condivisa aula virtuale, dove i corsisti di tutta Italia condividono una formazione Web 2.0. Interrompere ora quest’esperienza, per dar conto ad esigenza formalistiche e conservatrici, che si allarmano non si capisce a tutela di chi o di cosa, preoccupandosi per le opportunità economiche, che, l’obbligatorietà della formazione genererà, e ritenendo forse, che, la crescita economica sia un aspetto negativo? Sarebbe un grave danno per l’intera formazione in materia condominiale, che, si piegherebbe ad una visione elitaria, con costi eccessivi ed inutili in termini materiali e morali, che, potrebbero portare delle convenienze, ma non certo agli utenti finali della materia. Come Mapi non condividiamo affatto, l’approccio espresso nell’intervista, prima di giudicare il lavoro degli altri bisognerebbe almeno conoscerlo. Riteniamo di poter chiudere l’intervento con una frase di Alexandre Dumas: “Tutte le generalizzazioni sono pericolose, perfino questa”.

 Avv. Gerardo Michele Martino