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Il Mapi ha partecipato al convegno Condominio!!! Nuove sfide per una Gestione Professionale dell’immobile tenutosi a Milano il 27 Novembre 2014

30 novembre 2014

Il Mapi rappresentato dall’Architetto Fernanda Marigo, ha partecipato al convegno Apac – Condominio!!! Nuove sfide per una Gestione Professionale dell’immobile, tenutosi  a Milano, il 27 Novembre 2014.  L’intervento dell’architetto Marigo, Formatore Mapi e Consulente tecnico del Centro studi immobiliari, che, ha presentato una relazione dal titolo  Efficienza e  contenimento energetico quali opportunità e sfide per l’Europa, è stato molto apprezzato dalla numerosa platea, di amministratori ed ospiti presenti in sala. Il convegno rientrava nel programma di formazione permanente del Movimento.

Di seguito un breve sunto dell’intervento dell’Architetto Marigo: “Condominio!!! Nuove sfide per una gestione professionale dell’immobile”, questo il titolo del convegno tenutosi a Milano il 27 novembre scorso. Infatti di nuove sfide si deve parlare soprattutto in questo difficile momento che l’Italia sta attraversando. Sfide che interessano tutti, professionisti di tutti i settori e del Condominio in particolare, nel quale convogliano moltissimi aspetti di gestione innovativi e per i quali l’amministratore si deve porre come figura professionale altamente qualificata. Il condominio assume una importanza strategica anche nell’ultima Direttiva Europea 27/2012/UE nella quale il fabbricato assume la connotazione di condominio anche con soli due soggetti purché essi abbiano in comune alcuni spazi del fabbricato. In Italia dal dopoguerra fino agli anni 80 il parco edificato abitativo copre il 50% dell’edificato totale, la Direttiva infatti lo individua come una grande opportunità per raggiungere gli obiettivi preposti che mirano alla riduzione dell’emissione dei gas serra, responsabili dell’aumento della temperatura del pianeta. Ricordiamoci una data importante, 2002, quando la Comunità Europea approva l’allegato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite con la direttiva 2002/358/CE attuando un importante strumento giuridico internazionale volto a combattere i cambiamenti climatici. Da qui parte una programmazione puntuale e a scadenze indirizzata verso i settori dei trasporti, responsabili di un 30% della produzione di CO2; dell’industria responsabile di un altro 30% e delle abitazioni responsabili di un altro 40%. Il contributo di ogni singolo Paese Membro si differenzia in considerazione delle proprie aspettative di crescita economica e della propria struttura ponendo attenzione alla responsabilità che esso ha nei confronti della Comunità Europea. I monitoraggi effettuati sul clima, attraverso il Programma Europeo GMES in partenariato con l’Agenzia Spaziale Europea, ci dicono che se non interverremo rispettando i limiti imposti di abbattimento, del 20%, dei gas ad effetto serra la temperatura del Pianeta potrebbe aumentare nel 2100 a 5,8° C, questo porterebbe ad effetti catastrofici sulla equilibrio clima/terra attraverso inondazioni, desertificazioni di alcune aree, diminuzione delle riserve di acqua dolce con conseguenti morbilità e mortalità. Tra le più esposte a questi cambiamenti negativi sono l’Europa meridionale, la Scandinavia, la Regione Artica. Solo nell’ultimo secolo la temperatura è aumentata di 1°C e questo dovrebbe farci riflettere, sia come cittadini che come operatori del settore. Pochi sanno che l’uomo nella sua attività quotidiana produce all’anno 10 tonnellate di CO2 , dobbiamo abbassare questo indice a 2 tonnellate /anno. Per fare questo gli interventi da attuarsi devono essere eseguiti attraverso un audit energetico del fabbricato per individuare l’intervento/i da eseguire. Un processo coordinato tra il progettista e tutte le figure professionali interessate, ad esempio dall’impiantista al termotecnico, devono interagire. E solo chi possiede una preparazione specifica nel settore del risanamento energetico può operare, ossia attraverso esami di abilitazione e conseguente certificazione. Diversamente si possono creare danni irreparabili in cantiere vanificando anche lo scopo per il quale essi vengono progettati. In qualità di progettista ho adeguato la mia preparazione per potere operare all’interno di processo edilizio in forte cambiamento che coinvolge tutti gli operatori del settore edilizio. Quindi invito gli amministratori a aprirsi a questo nuovo processo integrato rapportandosi con esso e cogliendo le nuove opportunità che il mercato ci pone. In fondo la crisi che stiamo attraversando è fondamentalmente una crisi culturale, restituire all’Unione Europea nel settennato della scorsa programmazione , 50 milioni di euro a disposizione in bandi diretti ed indiretti è stata una grave perdita di opportunità lavorative e di investimenti perduti. Quindi prepariamoci ad una nuova sfida culturale, ce lo chiede l’Europa”.

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