Interrogazioni parlamentari, associazioni di consumatori, moralizzatori del sistema; una tempesta in un bicchiere d’acqua!

29 giugno 2016

Dal 24 settembre 2014 giorno della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero della Giustizia – n. 140 del 13 agosto 2014, che ha regolato la formazione obbligatoria degli amministratori di condominio, gli addetti al settore, fiduciosi una volta per tutte di aver contribuito a risolvere una carenza nella legislazione Italiana che si perpetuava da alcuni decenni, hanno visto manifestarsi una vera tempesta di polemiche recriminazioni denunce sfociata da ultimo addirittura in una interrogazione parlamentare.

Quale siano i reali motivi di tale acredine, effettivamente sfuggono a chi scrive, il Decreto che si è sviluppato, con la collaborazione preventiva delle associazioni degli amministratori di condominio, che da anni si occupano di formazione, ha cercato di stabilizzare il sistema, prevedendo, giustamente, la possibilità di organizzare corsi in modalità telematica (on line), con l’obbligo di tenere l’esame finale in una sede individuata dal Responsabile Scientifico del corso.

Articolo 5 del Decreto Ministeriale 13 Agosto 2014 n°140: “ Il corso di formazione e di aggiornamento può essere svolto anche in via telematica, salvo l’esame finale, che si svolge nella sede individuata dal responsabile scientifico”. Il Decreto ha individuato la figura del Responsabile Scientifico, che  attesta la conformità del corso alle indicazioni del Decreto Ministeriale.  Di fatto il Responsabile Scientifico, assume la responsabilità del percorso di formazione e non è la prima volta, che il Legislatore italiano, in ossequio ai principi di sussidiarietà, delega a privati qualificati alcune proprie competenze.

Tutto regolare, anzi, una buona regolamentazione, ma a partire dai primi passi è partita una campagna di critiche al Decreto medesimo, che ne hanno contestato diverse applicazioni, ma in special modo la formazione telematica.

Addirittura un’associazione di consumatori ha avviato una campagna di tutela degli utenti dei corsi, ritenendo urgente l’intervento del Ministero della Giustizia per fornire chiarimenti sull’applicazione del Decreto e da ultimo si è arrivati ad un’interrogazione parlamentare di alcuni Senatori del Movimento 5 Stelle.

Un vero cataclisma di cui noi al Mapi sinceramente, non abbiamo sentito alcun effetto.

Dalla data di pubblicazione del Decreto svolgiamo serenamente la nostra formazione in modalità telematica (on line), altrettanto serenamente applicando il Decreto organizziamo esami finali in sede e non on line, nella più serena normalità, cercando solo di usufruire nei nostri limiti delle regole date.

Al momento, sembrerà strano, non abbiano ricevuto proteste, anzi gli utenti del servizio sembrano abbastanza soddisfatti, sia del Decreto, sia della sua applicazione.

Per il momento la citazione Shakespeariana “c’è del marcio in Danimarca” in base alla nostra esperienza non trova riscontri.

Allora verrebbe da chiedersi “cui prodest”, a chi giova tutto questo? Cercheremo di spiegarlo in un prossimo articolo!