prorogatio amministratore di condominio cessato dalla carica

La nuova prorogatio dell’amministratore di condominio cessato dalla carica!

3 giugno 2018

L’articolo 1129 del Codice Civile, comma 8°, testualmente recita: “Alla cessazione dell’incarico l’amministratore è tenuto alla consegna di tutta la documentazione in suo possesso afferente al condominio e ai singoli condomini e ad eseguire le attività urgenti al fine di evitare pregiudizi agli interessi comuni senza diritto ad ulteriori compensi”.

Il comma 9° indica: “L’incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L’assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore”.

Che cosa succede se l’assemblea convocata per la nomina dell’amministratore non raggiunge i quorum necessari? L’amministratore uscente se non revocato e/o dimissionario conserva i pieni poteri, in regime di prorogatio, come concordemente indicato dalla dottrina e giurisprudenza ante riforma?

Il testo della norma sembra chiaro, solo attività urgente senza compenso, il regime di prorogatio sembrerebbe superato dalle nuove indicazioni del comma 8° dell’articolo 1129.

Cosa deve fare l’amministratore di condominio uscente nel caso in cui l’assemblea ritualmente convocata per mancanza di quorum non riesca a produrre una nomina, anche semplicemente confermandolo. Continuare nella gestione in regime di prorogatio o attivarsi per la nomina di un amministratore giudiziario?

Si attende che la migliore dottrina e la giurisprudenza diano una risposta, nel frattempo consigliamo agli amministratori di condominio di muoversi con estrema cautela.

 

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