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L’amministratore può inviare la convocazione di assemblea condominiale, a mezzo servizio postale, in busta chiusa

8 maggio 2014

Nella pratica quotidiana degli amministratori di condominio, seventemente sorgono contestazioni da parte de condomini, relative alla mancata ricezione della convocazione assembleare o di altre comunicazioni dell’amministratore, perchè, la busta invaiata a mezzo servizio postale dal medesimo di fatto era vuota e non conteneva alcuna documentazione. Tali contestazioni non hanno pregio e non possono essere sostenute in eventuale Giudizio. Da tempo la Giurisprudenza di legittimità ha chiarito, come da ultimo con la Sentenza di Corte di Cassazione del  22 ottobre 2013 n° 23920 che: ” Pur in presenza di talune oscillazioni nella giurisprudenza di questa Corte, e’ ormai principio consolidato che la lettera raccomandata – anche in mancanza dell’avviso di ricevimento – costituisce prova certa della spedizione, attestata dall’ufficio postale attraverso la ricevuta, da cui consegue la presunzione, fondata sulle univoche e concludenti circostanze della spedizione e dell’ordinaria regolarita’ del servizio postale, di arrivo dell’atto al destinatario e di conoscenza ex articolo 1335 c.c. dello stesso; spetta di conseguenza al destinatario l’onere di dimostrare di essersi trovato senza sua colpa nell’impossibilita’ di acquisire la conoscenza dell’atto (Cass., 8 agosto 2007, n. 17417). Tale criterio risponde ad un’esigenza di certezza dei traffici che sarebbe alterata ove si consentisse al ricevente un plico normalmente contenente ed a tal fine normalmente utilizzato, una missiva, di negare, puramente e semplicemente, l’esistenza del contenuto, e dunque della missiva, nella raccomandata ricevuta“. Secondo il principio enunciato in caso di spedizione a mezzo servizio postale busta e contenuto formano un unico corpo, quindi la ricezione del plico prova altresì la ricezione del contenuto. Pertanto stop ad inutili contestazioni.