balconi agettanti

Manutenzione dei balconi aggettanti rompicapo per l’amministratore di condominio!

2 agosto 2015

I balconi aggettanti (accessori delle unità immobiliari con funzione di miglior utilizzo della proprietà individuale, estendendo la superficie di calpestio e consentendo un più agevole veduta) non rientrano tra le parti comuni dell’edificio.

L’affermazione è corroborata dall’articolo 1117 del Codice Civile che indica specificatamente le parti comuni dell’edificio e che non contiene al suo interno la citazione  ai balconi qui indicati.

Secondo la norma sono parti comuni dell’edificio, se non risulta il contrario dal titolo: “1) tutte le parti dell’edificio necessarie all’uso comune, come il suolo su cui sorge l’edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari, le scale, i portoni di ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate; 2) le aree destinate a parcheggio nonché i locali per i servizi in comune, come la portineria, incluso l’alloggio del portiere, la lavanderia, gli stenditoi e i sottotetti destinati, per le caratteristiche strutturali e funzionali, all’uso comune; 3) le opere, le installazioni, i manufatti di qualunque genere destinati all’uso comune, come gli ascensori, i pozzi, le cisterne, gli impianti idrici e fognari, i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il gas, per l’energia elettrica, per il riscaldamento ed il condizionamento dell’aria, per la ricezione radiotelevisiva e per l’accesso a qualunque altro genere di flusso informativo, anche da satellite o via cavo, e i relativi collegamenti fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini, ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza, salvo quanto disposto dalle normative di settore in materia di reti pubbliche”. Come detto nessun accenno ai balconi aggettanti.

L’affermazione è corroborata da costante orientamento della Giurisprudenza di legittimità. La quale proprio in riferimento ai balconi aggettanti ha elaborato un principio giurisprudenziale secondo cui esistono delle parti dei citati balconi, che, sono di funzione ornamentale dell’intero edifico e che ne caratterizzano la uniformità estetica (frontalini), tali strutture possono essere assimilate ai sensi 1117 del medesimo articolo alle parti comuni del medesimo. Tra cui la Sentenza della II sezione della Corte di Cassazione del 20 Dicembre 2013 n°28571.

In ogni caso per altri versi la medesima Giurisprudenza è stata categorica nel sanzionare interventi dell’assemblea condominiale in merito alla manutenzione dei medesimi beni. Sentenza della II Sezione Civile della Corte di Cassazione; n°21343 del 9 Ottobre 2014, la quale ha ritenuto nulla la delibera condominiale, anche se approvata all’unanimità dei presenti, che, ha posto a carico del condominio le spese di rifacimento dei balconi, che sono beni privati, e quindi spettano ai singoli proprietari.

Allora cosa fare? Come può l’amministratore di condominio districarsi in questo vero e proprio rompicapo? In caso di fabbricato che preveda gravi difetti di manutenzione  dei balconi aggetanti, con pericolo dell’incolumità di terzi, bisogna convocare un’assemblea, che, cerchi di deliberare al fine di porre rimedio ed in questo caso come ripartire le spese dell’eventuale delibera ?

Il caso è aperto è non è di facile soluzione!

 

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