0124-Boss dismissing an employee

Nessun tarriffario per gli amministratori di condominio!

28 novembre 2014

Un recente delibera emessa dall’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, pubblicata da pochi giorni nel bollettino ufficiale, precisamente n°45 del 24 novembre 2014 (per maggior informazioni scarica il bollettino), ha chiarito una regola, che, il Mapi aveva da tempo analizzato, secondo cui il costo delle prestazioni dell’amministratore di condominio professionista, devono essere oggetto di libera concorrenza nel mercato, e sono vietati tariffari minimi e/o codici deontologici, che, all’interno di un’associazione o di una confederazione di associazioni predeterminino tariffari minimi vincolanti per i medesimi aderenti.

Vi è da dire, che, la delibera, non riguarda direttamente il rapporto tra amministratore e condominio, già esaustivamente regolato, dall’articolo 1129 del Codice Civile secondo cui: “L’amministratore, all’atto dell’accettazione della nomina e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso per l’attività svolta”. Come si evince dalla norma il compenso è frutto di una libera contrattazione tra il condominio e l’amministratore, che, dovrebbe in modo anticipato quantificare omnicomprensivamente quanto dovutogli per la propria attività.

Effettivamente c’è un passaggio della decisione, che, lascia un po’ perplessi, quando si definiscono le confederazioni di associazioni di amministratori di condominio, come “associazioni di impresa” e quindi sottoposte alla normativa di controllo della concorrenza nel mercato(Legge 10 Ottobre 1990 n°287). Riferisce testualmente il documento: “Inoltre, conformemente alla consolidata giurisprudenza comunitaria e nazionale, la nozione di impresa rilevante ai fini dell’applicazione della normativa di tutela della concorrenza abbraccia qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, a prescindere dal suo status giuridico o dalle relative modalità di organizzazione e di finanziamento. Gli amministratori di condominio erogano stabilmente, a titolo oneroso e in forma indipendente, i propri servizi e dunque svolgono un’attività economica ai sensi della disciplina antitrust”. Difformemente da quanto rilevato, vi è da dire, che gli amministratori di condominio, non svolgono attività economica, ma attività professionale. L’attività di amministratore di condominio è un’attività intellettuale, attività dove, quantomeno, vi è una preminenza del lavoro mentale rispetto a quello fisico che quando, è esercitata da chi non è condomino dello stabile è una professione non organizzata secondo ordini o collegi, come previsto dal comma 2 dell’articolo 1° della Legge n°4/2013. Tra l’altro a conferma di quanto rilevato, alcune associazioni di amministratori di condominio sono inserite nell’elenco tenuto dal Ministero dello Sviluppo ex articolo 2 comma 7 Legge 4 -2013 e nell’elenco, tenuto dal Ministero della Giustizia, previsto dall’articolo 26, Decreto Legislativo 206/2007, che, ha recepito la Direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali. Da ciò dovrebbe derivare, come corollario, che, l’attività indicata sia regolata in uno con l’articolo 25 della Legge n°220 del 2012 dalla Legge n°4 del 2013, che, disciplina le professioni non organizzate.

Quindi, concludendo, secondo il nostro parere, l’attività di amministratore di condominio non è attività di impresa, ma attività professionale.

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