nomina amministratore di condominio

La nomina dell’amministratore di condominio dubbi interpretativi!

13 gennaio 2019

Secondo l’articolo 1135 del Codice Civile, l’assemblea dei condomini, provvede: 1.Alla conferma dell’amministratore e all’eventuale sua retribuzione.

Non si colgono le motivazioni, per cui il legislatore adotti il termine “conferma” e non, come apparirebbe logico, il termine “nomina”.

Il termine è citato nel succesivo articolo del medesimo codice, che individua i quorum assembleari. Articolo 1136; l’assemblea in prima convocazione è regolarmente costituita con l’intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell’intero edificio e la maggioranza dei partecipanti al condominio. Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio……le deliberazioni che concernono la nomina e la revoca dell’amministratore……..devono essere sempre approvate con la maggioranza stabilita dal secondo comma del presente articolo (numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio).

Dall’analisi terminologica dei due articoli si rileva una differenza fra nomina e conferma dell’amministratore di condominio.

Una parte della dottrina ha voluto, intravedere in questa differenziazione, una difformità dei quorum deliberativi idonei alla prima nomina biennale dell’amministratore e alla sua eventuale conferma.

Per la nomina il quorum sarebbe quello previsto del 2° comma dell’articolo 1136, la maggioranza dei partecipanti all’assemblea e  almeno la metà del valore millesimale dell’edificio. Mentre per la conferma, non essendo questa delibera, tra quelle indicate al quarto comma dell’articolo 1136 Codice Civile, in seconda convocazione, necessiterebbe la maggioranza dei partecipanti all’assemblea, che rappresenti almeno un terzo del valore del fabbricato. La considerazione è da dire non ha trovato, riscontro in giurisprudenza di legittimità.

Purtroppo il legislatore della riforma, a nostro parere non in maniera encomiabile, ha, se possibile ulteriormente complicato la questione, poichè l’articolo 1129 del Codice Civile comma 10, afferma:”L’incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L’assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera in ordine alla nomina del nuovo amministratore.

Ci si chiede. L’assemblea delibera solo per la nomina del nuovo amministratore? Solo in caso di revoca o dimissioni? In caso di scadenza naturale del mandato biennale cosa succede? Come si conferma l’amministratore con mandato estinto per scadenza del termine biennale? Come si concretizzano le attribuzioni assembleari di cui all’articolo 1135 primo comma?

A parere di chi scrive la legge di riforma della materia condominaile avrebbe dovuto avere un approccio di sistema, idoneo a dirimere definitivamente i dubbi che attanagliano da anni gli operatori della materia, e che sembrano aumentati dopo l’ultimo intervento legislativo.

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