0124-Boss dismissing an employee

Nuovi scenari nel mercato ed emarginazione dell’amministratore di condominio professionista!

2 giugno 2014

C’è in atto una strategia per emarginare dal mercato delle gestioni immobiliari l’amministratore di condominio professionista. La strategia stà cercando di influenzare la redazione del prossimo Decreto Ministeriale che regolerà la formazione degli amministratori di condominio? Negli ultimi anni sono entrate nel mercato nuove figure operative i cosidetti network di gestione. Tali figure commerciali tendono a marginalizzare il ruolo dell’amministratore e renderlo ininfluente all’interno di una stuttura aziendale complessa, dove le gestione dei servizi viene fornita a livello integrato, da una centrale operativa impersonale. Componente manageriale che gestisce in servizi in scala, con totale spersonalizzazione e rapporto esclusivo con calla center. Ma, oltre questo prima aspetto, che, sembra riguardare esclusivamente l’organizzazione del servizio, ve n’è un altro più recondito, ma più pericoloso. Nel sistema indicato, la finalità primaria del network non è gestire le parti comuni del fabbricato, unica finalità data dalla Legge all’ente condominio, ma, quella di fornire servizi e prodotti generici ai condomini, individuati quali utenti – clienti. Insomma il condomino come un enorme gruppo d’acquisto, dove il manager ha come finalità ultima non gestire le parti comuni del fabbricato, ma i clienti. Cosa questo abbia a che vedere con la rolamentazione dell’istituto giurdico del condominio regolato, tra l’altro dagli articoli 1117 e seguenti del Codice Civile è tutto da decifrare. Il condominio è un semplice ente di gestione che  conserva beni comuni retto da una democrazia deliberante (assemblea) costituita dalla generalità dei propriaetari dei beni e che abbisogna di una figura professionale, con qualificate conoscenze, principalmente giuridiche, che, si occupi dietri compenso di gestire i beni e la collettività. Solo questo. Nessuno meglio di un professionista ossia di un sogetto, che senza vincolo di subordinazione un’attività intellettuale, potrà svolgere l’attività di amministratore di condominio. Professionista iscritto in un’associazione professionale, che, come fanno attualmente gli Ordini, garantirà la regolarità della prestazioni rese, e conseguentemente i diritti degli amministrati, non clienti di prodotti vari, ma utenti di una servizio professionale di gestione. E chi meglio della soociazioni professionali i potrà occupare della formazione sia iniziale, che, periodica degli amministratori, con corsi equilibrati, sia dal punto di vista della durata che economico, anche avvalendosi delle nuove possibilità che la telmatica offre per garantire servizi elevati a costi accessibili. Contrariamente agli interssi delle associazioni si potrebbero evidenziare interessi diversi tesi a marginalizzare il ruolo associativa, specialmente in campo formativo. Per regalare la formazione degli amministratori a soggetti terzi, rendendo il percorso formativo eccessivamente lunga e oneroso e limitando l’accesso al mercato. Con finalità di realizzare corsi o master manageriali, anche in ambito universitario, che poco o nulla hanno a che vedere con la figura di amministratore di condomini. A parere del Mapi il Ministero di Grazie e Giustiza al momento della redazione del Decreto dovrebbe valutare attentamente questi aspetti.