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Il decalogo per un nuovo amministratore di condominio!

24 novembre 2018

A soli quattro anni dalla pubblicazione  del Decreto Ministeriale 13 Agosto 2014 n°140 in vigore dal 9 Ottobre 2014 che ha indicato i criteri e le modalità per i corsi di formazione e/o aggiornamento degli amministratori di condominio, senza verificare e sperimentare gli esiti della riforma abbiamo appreso che è necessario rimettere tutto in discussione. Pensando u una nuova tipologia di amministratore.

Non sappiamo chi abbia ispirato il legislatore in questi intenti, ma abbiamo forti sospetti, che esporremo nelle sedi competenti.

Nell’approssimarsi di questa nuova stagione riformatrice siamo costretti a lanciare un ulteriore appello a tutela del ruolo delle associazioni professionali.

Inutile ribadire la nostra assoluta contrarietà alla costituzione di un albo di diritto pubblico per gli amministratori di condominio!

Ma ci interessa in questa sede ribadire, che, come nella precedente stagione di riforma ha preso vigore e forse vuole ispirare le imminenti modifiche legislative un movimento di opinione, che, intende delegittimare le attuali associazioni professionali a tutela degli amministratori di condominio e  ristrutturare un nuovo sistema.

In questa sede vogliamo pubblicare il manifesto di questi nuovi rivoluzionari.

  1. Le attuali associazioni professionali degli amministratori di condominio sono troppe.
  2. Le attuali associazioni professionali degli amministratori non tutelano la categoria.
  3. Le attuali associazioni professionali degli amministratori non hanno potere contrattuale nei confronti delle istituzioni.
  4. Le attuali associazioni professionali degli amministratori non hanno le competenze necessarie per gestire la formazione degli amministratori di condominio.
  5. Bisogna superare le associazioni così come le consciamo e creare una federazione che le inglobi tutte.
  6. Le associazioni dovrebbero iscrivere esclusivamente chi esercita in modo esclusivo l’attività di amministratore di condominio e non soggetti iscritti in ordini professionali.
  7. Bisognerebbe istituire un esame di stato obbligatorio per gli amministratori di condominio.
  8. L’attività di amministratore di condominio deve essere incompatibile con l’esercizio di altre professioni, ordinistiche e non.
  9. Sono necessari corsi almeno triennali per accedere alla professione gestiti dalle università.
  10. Bisogni istituire l’albo di diritto pubblico degli amministratori di condominio, con nuovi costi per gli amministratori professionisti, mentre gli amministratori condomini, potranno serenamente continuare a godere di tutti i benefici di legge.

La circostanza più grave è che il decalogo qui elencato, che rappresenta un passo indietro di un secolo in barba a tutta la recente legislazione, anche comunitaria, in materia di concorrenza e liberalizzazione dei servizi, ha trovato degli ispiratori e degli adepti anche all’interno dell’associazionismo condominiale, che verrebbe spazzato via da una riforma così articolata.

Che dire, non ci resta che sperare in un sussulto di dignità dei responsabili delle associazioni che confermino i buoni risultati fin qui ottenuti e si attivino in una prospettiva completamente opposta, tesa a responsabilizzare i condomini e non gli amministratori già ingiustamente oberati da un sistema oltremodo punitivo.

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