albo amministratori di condominio

Paradossi della riforma, i condomini gestiscono le parti comuni

14 agosto 2016

Nel condominio negli edifici la gestione dei beni e dei servizi comuni spetta all’amministratore secondo le norme specifiche che regolano la materia. La normativa condominiale, al fine di evitare inutili contrapposizioni e/o sovrapposizioni, dovrebbe orientarsi a scoraggiare iniziative dei singoli condomini finalizzate ad iniziative di gestione, con relativi impegni di spesa.

Da qui la vecchia formulazione dell’articolo 1134 del Codice Civile, che, limitava il rimborso delle sole spese urgenti anticipate dal condomino senza il consenso del’amministratore e/o dell’assemblea.

L’articolo 1134 del Codice Civile, post riforma, così dispone:” 1134. Gestione di iniziativa individuale Il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente”.

Nella nuova formulazione della norma si accenna, anziché, come in precedenza, a singole spese fatte dal condomino, al concetto di gestione dei beni comuni, lasciando intravvedere un vero potere di surroga dei condomini nei confronti dell’amministratore, anche se legittimato esclusivamente nei casi urgenti. Un vero paradosso!

Purtoppo anche nella circostanza si conferma l’intento della riforma di ridimensionare la figura dell’amministratore professionista , conferendo a tutti i condomini, anche se solo nei casi urgenti un potere di gestione delle parti comuni, potere di fatto sostitutivo delle prerogative dell’amministratore.