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Penalmente perseguibile l’amministratore di condominio che falsifica un bollettino di pagamento utenze – Corte di Cassazione – Sezione 5° – Sentenza n°13833 del 24 Marzo 2014

1 maggio 2014

La Corte di Cassazione Penale ha condannato alla pena di  in mesi due e giorni venti di reclusione,  in applicazione dell’articolo 485 del Codice Penale (Falsità in scrittura privata), un amministratore di un condominio, che, aveva contraffatto un bollettino di versamento a saldo del servizio idrico condominiale, apponendovi un falso timbro di quietanza per far risultare il pagamento, in realtà mai avvenuto.  La Suprema Corte ha ritenuto, che,  l’interesse a falsificare la ricevuta, per far apparire saldato il debito verso l’Acquedotto, non doveva necessariamente ricollegarsi ad uno scopo di profitto; poichè il fine di procurarsi un vantaggio, posto dall’articolo 485 del Codice Penale, non si identifica necessariamente nel perseguimento di un’utilita’ di carattere patrimoniale, ma anche semplicemente morale, come e’ a dirsi dell’intento di far apparire adempiuto un obbligo rimasto invece inevaso. Colleghi amministratori fate molta attenzione.