impugnazione delibera

Solo l’assente può impugnare il deliberato assembleare per omessa convocazione

2 dicembre 2016

Secondo la 66° Disposizione di Attuazione del Codice Civile, come riformata dalla Legge n°220 dell’11/12/2012, anche detta Riforma del condominio: “L’avviso di convocazione, contenente specifica indicazione dell’ordine del giorno, deve essere comunicato almeno cinque giorni prima della data fissata per l’adunanza in prima convocazione, a mezzo di posta raccomandata, posta elettronica certificata, fax o tramite consegna a mano, e deve contenere l’indicazione del luogo e dell’ora della riunione. In caso di omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, la deliberazione assembleare è annullabile ai sensi dell’articolo 1137 del codice su istanza dei dissenzienti o assenti perché non ritualmente convocati”.

 La nuova formulazione è molto chiara, la delibera dell’assemblea, viziata da omessa, tardiva o incompleta convocazione degli aventi diritto, potrà considerarsi esclusivamente annullabile ai sensi dell’articolo 1137 del Codice Civile ed essere impugnata nei termini di Legge solamente dai condomini assenti o dissenzienti.

 La norma da due limiti all’impugnazione, il limite temporale previsto dal citato articolo 1137 del Codice Civile: “termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti“; e il limite personale, circoscrivendo quali legittimati a impugnare il provvedimento solo i condomini assenti o dissenzienti.

 Una recente Sentenza della Corte di Cassazione; Sezione II Civile  n° 23903 del 23/11/2016, applica il medesimo principio anche ai casi verificatesi prima dell’entrata in vigore della riforma.

Ritenendo che la mancata convocazione in assemblea di un condomino sia da considerarsi vizio procedimentale, atto a rendere annullabile la delibera e non nulla. Ritenendo per l’effetto, che la presenza in assemblea del condomino non ritualmente convocato sani il vizio di legittimità e nel frattempo, che il condomino ritualmente convocato non possa eccepire giudizialmente il difetto di convocazione di altro condomino.

La Suprema Corte con la Sentenza qui riportata ha inteso qualificare l’interesse specifico all’impugnazione, che in caso di omessa convocazione, non può ispirarsi a canoni generali di legittimità, ma deve tutelare la posizione di certezza delle conseguenze del deliberato, che ove il condomino pur non convocato partecipi all’assemblea sono effettivamente assicurate.