superbonus110%-condominio

Il Superbonus 110% cosa è e come applicarlo in condominio?

23 agosto 2020

Superbonus 110% come beneficiarne in condominio!

Sconto in fattura e cessione del credito quali novità per amministratore e condomini?

Il Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34;  Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché’ di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, convertito con modificazioni dalla Legge 17 luglio 2020, n° 77, anche detto Decreto Rilancio, ha introdotto nuove disposizioni in riferimento alla detrazione fiscale delle spese effettuate dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, sostenute per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, antisismica, installazione di impianti fotovoltaici nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici, incentivo così detto Superbonus 110%.

L’articolo 119 del Decreto, applica una detrazione nella misura del 110 per cento per le spese documentate  e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020  fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi  diritto  in  cinque quote annuali di pari importo,  individuando le tipologie e i requisiti tecnici degli interventi oggetto di beneficio, l’ambito soggettivo di applicazione dell’agevolazione nonché gli adempimenti da portare a termine per beneficiare della medesima .

Il Decreto introduce la facoltà di optare, in luogo della detrazione, per un contributo anticipato sotto forma di sconto dal fornitore dei beni o servizi “sconto in fattura” o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante.

Per interventi sulle parti comuni degli edifici, non è necessario che il condominio nel suo complesso opti per lo sconto in fattura o per la cessione del credito. Mentre alcuni condomini possono scegliere di sostenere le spese relative agli interventi e beneficiare così della detrazione, altri possono optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

L’opzione sconto in fattura e/o cessione del credito ai sensi dell’articolo 121 del Decreto Rilancio può essere scelta da soggetti che sostengono, negli anni 2020 e 2021, spese per interventi, oltre a quelli sopra indicati di: recupero del patrimonio edilizio; efficienza energetica; adozione di misure antisismiche; recupero o restauro della facciata degli edifici; installazione di impianti fotovoltaici; installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.

Possono beneficiare dell’opportunità tra gli altri, i condomini e le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari. Per questi, il Superbonus si applica limitatamente agli interventi di efficienza energetica realizzati su un numero massimo di due unità immobiliari, fermo restando il riconoscimento delle detrazioni per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.

Il Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104. Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia, con entrata in vigore 15/08/2020, articolo 63, ha previsto che le deliberazioni dell’assemblea del condominio aventi per oggetto l’approvazione degli interventi di cui al Superbonus 110% sono valide se approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno un terzo del valore dell’edificio

Alla luce della nuova disposizione legislativa sembrerebbe che anche le minoranze condominiali, a discapito delle maggioranze millesimali, potrebbero deliberare lavori di notevole entità, se tra quelli agevolati con il Superbonus 110%.

Non sempre è così innanzitutto la nuova norma sembrerebbe contrastare con quanto prescritto dal 4° comma dell’articolo 1136 del Codice Civile secondo cui le deliberazioni che concernono la ricostruzione dell’edificio o riparazioni straordinarie di notevole entità……, devono essere sempre approvate con la maggioranza stabilita dal secondo comma del presente articolo (Sono valide le deliberazioni approvate con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell’edificio).

Inoltre la Giurisprudenza di legittimità ha chiarito da tempo il principio maggioritario- Cassazione Civile Sezione II – Sentenza n°6625 del 05/04/2004:” Non è, infatti, sufficiente che la maggioranza dei votanti a favore sia rappresentativa di almeno di un terzo del valore, ma è necessario altresì che coloro che abbiano votato contro l’approvazione non siano rappresentativi di un valore maggiore rispetto agli altri, anche se numericamente inferiori. In sostanza occorre che la maggioranza sia tale non solo relativamente al numero dei votanti a favore, ma anche relativamente al valore del bene da essi rappresentato”.

 

 

error: I contenuti sono protetti!