assemblea di condominio

L’amministratore di condominio e la gestione emotiva dell’assemblea!

15 maggio 2015

L’assemblea di condominio rappresenta l’accadimento topico della gestione condominiale. L’evento in cui le tensioni accumulate durante l’anno tendono ad esplodere. L’amministratore, molte volte, tende ad individuare il momento assembleare esclusivamente come momento gestionale.

L’approvazione del bilancio, la deliberazione su lavori di manutenzione, ma, tali aspetti se pur importanti tendono ad essere conculcati, dal profilo emotivo dell’assemblea, in cui le tensioni represse esplodono. Nel condominio si esprimono tensioni molte volte causate da disagi psicologici dovuti a frustrazioni per attese inevase. I condomini non mantengono le giuste distanze tra loro e cadono ripetutamente in situazioni conflittuali dovute a rapporti interpersonali non correttamente distanziati.

I conflitti in condominio si mascherano dietro questioni economiche, ma, alla base sono causati da questioni psicologiche molto profonde. Purtroppo l’amministratore è chiamato alla gestione diretta delle tensioni accumulate tra condomini, che trovano in assemblea il loro sfogo naturale.

Casa deve fare l’amministratore per tentare di gestire correttamente l’assemblea dei condomini? Principalmente si possono indicare due tipi di assemblea; l’assemblea gestionale e l’assemblea regolamentare. La prima è finalizzata a stimolare delibere gestionali (rendiconti – manutenzioni ecc); la seconda è finalizzata  a discutere questioni inerenti l’uso dei beni e servizi comuni (regolamentazione orari – parcheggio autovetture ecc); queste ultime assemblee sono le più pericolose perché tendono a sperimentare contrasti diretti nell’uso dei beni comuni, con carichi emotivi estremi.

Quindi cosa fare? Un primo consiglio è quello di non redigere ordini del giorno con punti gestionali e regolamentari per la medesima assemblea, ma per quanto possibile, dividere sempre i momenti gestionali da quelli regolamentari.

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