Perché pubblicare (e leggere) questo articolo a settembre!
Settembre è il mese “ponte” tra la chiusura dei consuntivi estivi e l’organizzazione della stagione termica, inclusa l’accensione riscaldamento condominiale.
L’accensione del riscaldamento condominiale è il passaggio chiave del rientro di settembre: occorre pianificare calendario per zone climatiche, rispettare limiti di temperatura e ore giornaliere, verificare manutenzione e libretto d’impianto, e definire con chiarezza la ripartizione delle spese (quota fissa/variabile, letture e criteri deliberati).
In questa guida operativa trovi checklist di controllo, modelli di comunicazione ai condòmini, schema di delibera e consigli pratici per prevenire contestazioni, ridurre i consumi e migliorare il comfort.
Infatti un’ora di organizzazione oggi vale settimane di serenità durante la stagione termica.
Di fatto è il momento giusto per:
- pianificare la manutenzione degli impianti,
- aggiornare documenti e contratti,
- impostare la ripartizione spese in modo chiaro,
- calendarizzare assemblee e comunicazioni ai condòmini.
Un’ora ben spesa adesso vale settimane risparmiate tra ottobre e novembre. (E qualche litigio in meno, che non guasta.)
Quando si può accendere il riscaldamento condominiale
Le finestre temporali e le ore massime giornaliere dipendono dalle zone climatiche previste dal D.P.R. 74/2013. In sintesi:
- Zona A: 1 dic – 15 mar, max 6 h/giorno
- Zona B: 1 dic – 31 mar, max 8 h/giorno
- Zona C: 15 nov – 31 mar, max 10 h/giorno
- Zona D: 1 nov – 15 apr, max 12 h/giorno
- Zona E: 15 ott – 15 apr, max 14 h/giorno
- Zona F: nessuna limitazione
Nota: restano possibili deroghe locali (ordinanze comunali/ministeriali) in caso di emergenze o esigenze particolari: va sempre verificata la situazione del Comune di riferimento prima dell’avvio. Fonti di riferimento: tabella riassuntiva e DPR 74/2013.
Temperature massime consentite
- Edifici residenziali/uffici: 20°C con tolleranza +2°C
- Edifici industriali/artigianali: 18°C con tolleranza +2°C
Questi limiti provengono dal DPR 74/2013 e da atti attuativi locali. Verificare eventuali ordinanze sulla qualità dell’aria (PM10/NOx) emanate dai Comuni.
Checklist di settembre per l’amministratore: 12 mosse essenziali
- Libretto di impianto termico: verifica esistenza, completezza e aggiornamento.
- Manutenzione ordinaria programmata: conferma incarico al manutentore, pianifica controlli e prova d’avviamento “a freddo”.
- Controllo di efficienza energetica (quando dovuto per tipologia/potenza): acquisisci rapporto di controllo e archivialo.
- Verifica valvole termostatiche e contabilizzazione: test funzionamento e lettura dispositivi.
- Ripartizione spese: definisci (o conferma) il criterio in assemblea: UNI 10200/criterio deliberato nel rispetto della normativa.
- Contratti energia: verifica offerte e clausole (prezzi, potenza impegnata, penali, indici).
- Piano comunicazioni ai condòmini: invia avviso di pre-accensione con regole d’uso e calendario.
- Gestione lamentele ricorrenti: pre-imposta un protocollo ticket (rumori, squilibri, termosifoni freddi, aria nei corpi scaldanti).
- Aggiornamento anagrafe condominiale: recapiti, deleghe, unità sfitte, nuovi proprietari.
- Sicurezza e accessi: chiavi locali tecnici, registro interventi, DPI per fornitori.
- Documentazione: archivia digitale (cartella “Stagione Termica 2025/26”) con check log.
- Calendario assemblea: se non già fatto, convoca con O.d.G. dedicato a stagione termica e ripartizione.
Ripartizione spese riscaldamento 2025: cosa deliberare (senza farsi male)
Negli edifici con contabilizzazione/termoregolazione la ripartizione deve rispettare il quadro normativo (D.Lgs. 73/2020 e norme tecniche UNI). Oggi, in molte realtà:
- si conserva una quota fissa per i consumi “involontari” (dispersioni, perdite, costi generali), e
- una quota variabile sui consumi effettivi.
La scelta del criterio (UNI 10200 oppure criterio deliberato conforme) deve essere deliberata in assemblea, motivata e coerente col principio di equità. Suggerimenti pratici:
- far predisporre al termotecnico 2-3 simulazioni (UNI 10200 / millesimi proprietà / altro criterio proporzionale);
- deliberare il criterio prima dell’emissione dei primi riparti;
- verbalizzare motivazioni e orizzonte temporale (es. 3 stagioni, salvo revisione).
Nota tecnica: esistono aggiornamenti della UNI 10200; in pratica, per l’amministratore conta adottare un criterio trasparente, misurabile e deliberato con adeguato supporto tecnico e informativo ai condòmini. (Rimando alle circolari tecniche di categoria/termotecnici per i dettagli applicativi).
Modello di avviso ai condòmini (pre-accensione)
Oggetto: Avvio stagione termica – prove e regole d’uso accensione riscaldamento condominiale
Gentili Condòmini,
tra il [data] e il [data] effettueremo le prove di avviamento dell’impianto di riscaldamento centralizzato. L’accensione regolare avverrà nel rispetto dei limiti di zona climatica (periodi e ore/giorno) e delle temperature massime previste dalla legge.
Vi invitiamo a:
– spurgare i corpi scaldanti;
– impostare le valvole termostatiche su valore 3 durante la prova;
– segnalare anomalie via e-mail a [indirizzo] indicando scala/piano/interno, orario, descrizione.
Grazie per la collaborazione.
L’Amministratore
Modello di delibera (estratto) – ripartizione spese
O.d.G. punto n. …: Criteri ripartizione spese riscaldamento stagione 2025/26
L’assemblea, esaminata la relazione del termotecnico e considerate le simulazioni comparative, delibera condominiale da adottare, per la stagione 2025/26, il seguente criterio di riparto:
- Quota fissa (consumi involontari e costi generali): …%
- Quota variabile (consumi utili): …%
- Metodo misurazione consumi: … (es. letture ripartitori/contatori)
- Clausola di revisione: verifica dopo n. stagioni o al verificarsi di …
Mandato all’amministratore per adeguamenti contabili e comunicazioni.
Errori ricorrenti (e come evitarli) per l’accensione del riscaldamento condominiale
- Avviare senza prove → fate sempre una prova tecnica di qualche ora con manutentore presente.
- Riparto “storico” non deliberato → aggiornate e deliberate ogni 2-3 stagioni.
- Comunicazioni vaghe → inviate date/ore chiare e canale unico per segnalazioni.
- Niente dati → misurate: consumi mensili, guasti, ticket, temperature medie.
- Sovratemperature → ricordate i limiti di legge e l’uso corretto delle valvole.
KPI minimi per una gestione “data-driven”
- kWh termici/mese e €/MWh (confronto fornitore/mercato)
- Ticket tecnici: n., tempo medio di risoluzione, ricorrenze per scala
- Equilibratura: differenza ΔT mandata/ritorno per montante
- Comfort: termometri campione in 3 piani (audit a campione, 30 giorni)
Come presentare l’argomento in assemblea (schema in 10 minuti)
- Stato impianto (2’): manutenzione, prove, conformità documentale.
- Regole legali (2’): calendario zone, ore/giorno, temperatura massima.
- Costi e consumi (2’): contratto energia, previsionale €/MWh.
- Ripartizione spese (3’): alternative simulate, pro/contro, proposta.
- Voto e tempi (1’): efficacia da… , clausola di revisione.
FAQ accensione riscaldamento condominiale
Sì, con i limiti di ore/giorno previsti e nel rispetto delle ordinanze locali
Dipende dalla zona climatica (6–14 ore). Vedi tabella ufficiale.
Devono esistere e restare aggiornati. L’amministratore li custodisce e li esibisce in caso di controlli.
20°C con tolleranza +2°C per il residenziale.
Serve una delibera chiara del criterio (UNI 10200 o criterio alternativo conforme), possibilmente supportata da simulazioni.


