nomina amministratore giudiziario

Nomina amministratore di condominio giudiziario su ricorso amministratore uscente

7 febbraio 2016

Il primo comma dell’articolo 1129 del Codice Civile, che, regola la nomina e la revoca dell’amministratore indica precisamente:”Quando i condomini sono più di otto, se l’assemblea non vi provvede, la nomina di un amministratore è fatta dall’Autorità giudiziaria su ricorso di uno o più condomini o dell’amministratore dimissionario ……… L’incarico di amministratore ha durata di un anno e si intende rinnovato per eguale durata. L’assemblea convocata per la revoca o le dimissioni delibera riguardo alla nomina del nuovo amministratore”.

Ove mai l’amministratore alla scadenza del secondo anno non volesse continuare nel mandato ricevuto, l’assemblea convocata dovrà procedere alla nomina del nuovo amministratore del fabbricato, ove non tenesse conto di quanto imposto dalla normativa vigente, l’amministratore uscente, avrà pieno diritto di ricorrere all’Autorità Giudiziaria per chiedere la nomina d’Ufficio di un nuovo amministratore del fabbricato.

A tal proposito si deve evidenziare, che, l’azione per la nomina dell’amministratore giudiziario è un’azione, anche detta di volontaria giurisdizione, che, prevede l’intervento del Tribunale il quale dispone con decreto in camera di consiglio.

Nella pratica, capita che il Tribunale prima di procedere alla nomina del nuovo amministratore voglia sentire le parti.

E allora si pone la domanda nel procedimento promosso dall’amministratore uscente chi è la controparte? Se si da scontato, che, il condominio è rappresentato legalmente dall’amministratore dimissionario ricorrente in Tribunale, la controparte non potrebbe, che, essere individuata nei singoli condomini.

E a questo punto come farà l’amministratore a notificare il provvedimento di convocazione a tutti i condomini, specialmente nei super condomini composti da centinaia di partecipanti?

E a chi dovranno essere addebitate le eventuali spese di Giudizio? Considerato, che, secondo l’intervento della Giurisprudenza di legittimità (Corte di Cassazione sezione Sesta Civile Ordinanza Numero 2719 Anno 2015) l’applicazione dell’articolo 91 del Codice di Procedura Civile, che, regola la condanna alle spese, si riserva anche ai provvedimenti di natura camerale e non contenziosa.

Alla luce di una prima analisi la norma sembra porre più problemi, di quelli che tenterebbe di risolvere.