Mediazione condominio e Riforma Cartabia!

mediazione condominio

Mediazione e condominio, quali i benefici per gli amministratori?

L’amministratore di condominio deve quotidianamente confrontarsi con conflitti tra i condomini. Il condominio è una condivisione forzata di spazi nella quale si susseguono  rapporti interpersonali non correttamente distanziati.

Con l’alibi di presunti interessi materiali s’innescano motivazioni cognitive e relazionali, che, guidano effettivamente i comportamenti degli interessati.

Per facilitare la risoluzione dei conflitti nei più svariati campi, esistono le “A.D.R.”. acronimo di Alternative Dispute Resolutions”, in italiano “Tecniche di risoluzione alternativa delle dispute”.

L’istituto ha origini anglosassoni dove si è studiata la possibilità di risolvere le controversie civili e commerciali con strumenti alternativi all’azione civile con ricorso all’Autorità Giudiziaria.

La mediazione civile è stata prevista nel 2008 da una Direttiva Europea, che, obbligava gli stati membri ad adeguarsi alle sue disposizioni entro il 21 maggio 2011.

L’ordinamento giuridico italiano, in applicazione della Direttiva, ha introdotto il Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010.

L’istituto prevede, tra l’altro, l’obbligatorietà della mediazione, quale condizione di procedibilità, dell’azione legale in giudizio, in alcune materie, tra cui il condominio.

In altre parole, prima di avviare una causa in materia di condominio è necessario tentare una mediazione!

Vi è da dire, che, l’istituto in Italia è anche mirato alla deflazione del sistema giudiziario dal carico degli arretrati.

Secondo la norma ora in vigore, la procedura di mediazione prevede la presenza di un terzo; il mediatore, che, tenta di mediare tra le parti.

Assistendole nel confronto e rimuovendo gli ostacoli, anche di natura psicologica, che, possano ostacolare la ricerca di una soluzione condivisa.

Il sistema attuale prevede vari tipi di mediazioni; le mediazioni obbligatorie ex lege, le mediazioni delegate dall’Autorità Giudiziaria, le mediazioni contrattuali e le mediazioni volontarie.

La Riforma del condominio ha introdotto l’articolo 71 quater delle Disposizioni di Attuazione al Codice Civile.

La nuova norma per le controversie in materia di condominio prevede l’obbligatorietà del tentativo di mediazione.

Le controversie condominiali, per cui è prevista l’obbligatorietà della mediazione, derivano dalla violazione o dall’errata applicazione delle disposizioni previste dagli articoli 1117 a 1139 del Codice civile e/o da 61 a 72 delle Disposizioni per l’attuazione del Codice.

La recente riforma, del sistema giuridico italiano, anche detta Riforma Cartabia, Decreto Legislativo 10 ottobre 2022, n. 149, ha portato modifiche in tema di mediazione in condominio, che entreranno in vigore il prossimo 30 giugno!

Il nuovo articolo 5 ter del Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28, prevede che l’amministratore di condominio potrà avviare la mediazione o aderirvi senza la preventiva delibera autorizzativa dell’assemblea condominiale.

L’accordo di conciliazione o la proposta conciliativa saranno successivamente sottoposti    all’approvazione dell’assemblea condominiale.

La quale delibera dovrà deliberare se aderire o meno entro il termine fissato nell’accordo o nella proposta con le maggioranze previste dall’articolo 1136 del Codice civile.

In caso di mancata approvazione, entro il termine indicato, la conciliazione si intenderà inevasa.

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