Per incentivare la competenza dell’amministratore di condominio, in collaborazione con altri partners attivi nella realtà condominiale, il M.A.P.I., promuove annualmente un premio dedicato al miglior amministratore di condominio dell’anno.
Il concorso presuppone la redazione di un progetto che analizzi e sviluppi un tema della gestione immobiliare in modo innovativo condiviso e consapevole.
l lavori saranno giudicati da un comitato scientifico composto dai migliori esperti in materia condominiale, che individuerà l’amministratore di condominio dell’anno.
La selezione è riservata a tutti gli amministratori di condominio in regola con le prescrizioni del Decreto Ministeriale n°140 del 13 agosto 2014, anche non iscritti al M.A.P.I.
Il premio finale consisterà una serie di utilità professionali del valore di mille euro.
Per l’anno 2022 l’amministratore dovrà elaborare ipotetico progetto, da applicare in un condominio amministrato, al fine di favorire l’inclusione e la solidarietà, idonea a stemperare i continui conflitti tra i condomini.
Il condominio è una condivisione forzata di spazi, che, costringe a rapporti interpersonali non sempre di semplice gestione.
Nel condominio tendono a esprimersi tensioni familiari e sociali causate da disagi psicologici.
La professione di amministratore oltre a richiedere specifiche competenze giuridiche tecniche amministrative gestionali impone, anche, spiccate capacità relazionali e cognitive, specialmente in funzione delle relazioni con i condomini.
L’amministratore di condominio per dare corso al mandato ricevuto in modo compiuto dovrebbe avviare un progetto di educazione alla convivenza condominiale e i destinatari del progetto dovrebbero essere i condomini, partecipi consapevoli o inconsapevoli.
Il principale obiettivo del progetto dovrebbe essere la costruzione di relazioni gratificanti tra i condomini e tra i condomini e l’amministratore di condominio.
La realtà condominiale è una realtà complessa dove si confrontano storie e vissuti diversi, culture diverse, approcci diversi e finalità diverse, come ogni società anche il condominio deve verificare quali sono le strategie necessarie per conservarsi.
Nel condominio inclusivo non basta integrare le diversità. Occorre fare spazio alla ricchezza della differenza, adeguando, di volta in volta, gli ambienti e le prassi, in base ad ogni specifica singolarità. Includere è ben più complesso che Integrare. Con l’inclusione non c’è emarginazione, le differenze culturali sociali ed economiche diventano risorse e conferiscono un valore aggiunto alla convivenza realmente consapevole.


