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Assemblea di condominio al momento solo a distanza!

15 marzo 2020

Assemblea di condominio solo a distanza secondo le faq del Governo.

L’infezione da coronavirus COVID-19 ha modificato la vita degli italiani. Anche le procedure condominiali sono state sospese.

Gli amministratori di condominio sono in evidente difficoltà, tre le proprie attribuzioni vi è quella di convocare le assemblee condominiali. Articolo 1130 del Codice Civile:“ L’amministratore, oltre a quanto previsto dall’articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve – 10) redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni.

Anche se non è una regola, la gestione annuale condominiale di solito coincide con l’anno solare, anche per esigenze tributarie, quindi gli amministratori di condominio dovrebbero chiudere le gestioni il 31 Dicembre di ogni anno e convocare la relativa assemblea di approvazione entro fine giugno.

Ulteriore implicazione è data dalla prassi di associare all’assemblea di approvazione del rendiconto per l’anno precedente l’approvazione del conto preventivo per l’anno successivo, documento fondamentale per rendere efficace l’incasso delle quote condominiali dell’anno in corso.

Per gli amministratori in questo momento di crisi è indispensabile avere incassi a disposizione, al fine di garantire la continuità dei servizi condominiali.

Dato atto di quanto statuito dal  Decreto Del Presidente Del Consiglio Dei Ministri 9 marzo 2020 : “Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale”. Come comportarsi con le assemblee di condominio?

La risposta ufficiale è arrivata dal Governo con le FAQ idonee a chiarire dubbi sul Decreto #iorestoacasa nella sezione riunioni, alla specifica domanda:”Sono vietate le assemblee condominiali? Sono da considerarsi assembramenti di persone? Si risponde:“Sì, le assemblee condominiali sono vietate, a meno che non si svolgano con modalità a distanza, assicurando comunque il rispetto della normativa in materia di convocazioni e delibere”.

La scelta è condivisibile, le assemblee per loro stessa natura sarebbero causa di trasmissione del virus, per i contatti ravvicinati tra i condomini, dato il contesto e la condizione emotiva dei partecipanti sarebbe difficile rispettare le prescrizioni sulle distanze di sicurezza.

Quindi al momento no alle assemblee a meno che non si tengano con modalità a distanza. In linea teorica si potrebbero convocare assemblee da tenersi con sistemi di videoconferenza, ma la circostanza le esporrebbe a rischio impugnazione.

L’amministratore di condominio che convoca una ‘assemblea in remoto dovrebbe accertarsi preventivamente e formalmente che tutti i partecipanti posseggano la tecnologia idonea a partecipare e durante l’assemblea in video conferenza bisognerebbe verificare che la linea in uso assicuri la compresenza dei partecipanti.

Il tutto, anche considerata la nostra arretratezza telematica sembra altamente improbabile.

Quindi cosa fare? Forse sarebbe il caso attendere gli sviluppi dell’infezione  e delle prescrizioni Governative, in ogni caso i condomini dovrebbero, a prescindere dall’approvazione dei conti, continuare a versare le quote condominiali, sempre nel rispetto di quanto indicato dal Decreto #iorestoacasa.

 

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