Rendiconto-condominiale

Il rendiconto condominiale novità per l’amministratore

8 febbraio 2019

Definizione di rendiconto: ”L’atto, il fatto di rendere conto di un’attività o di un’operazione……è termine specifico del linguaggio amministrativo per indicare l’atto, e il documento stesso in cui questo si concreta, con cui un’amministrazione pubblica o privata presenta i risultati delle operazioni di gestione svolte in un determinato periodo di tempo”. (Fonte – Treccani enciclopedia on line).

Indichiamo le disposizioni dall’articolo 1130 del Codice Civile (attribuzioni dell’amministratore) n10:”L’amministratore, oltre a quanto previsto dall’articolo 1129 e dalle vigenti disposizioni di legge, deve…………………redigere il rendiconto condominiale annuale della gestione e convocare l’assemblea per la relativa approvazione entro centottanta giorni”.

La riforma del condominio Legge 11 dicembre 2012, n. 220, ho introdotto l’articolo 1130 bis del Codice Civile che ci indica i parametri del rendiconto condominiale. Prima dell’entrata in vigore della legge di riforma la normativa non indicava precisamente come dovesse essere redatto il documento contabile.

La seconda parte della norma, indica precisamente i prospetti  che devono costituire il rendiconto condominiale1) Il registro di contabilità 2) Il riepilogo finanziario 3) La nota sintetica esplicativa.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare l’articolo 1130 Bis del Codice Civile non accenna minimamente al piano di riparto.

Il piano di riparto è citato da un’altra norma del Codice Civile la 63° Disposizione di Attuazione: “Per la riscossione dei contributi in base allo stato di ripartizione approvato dall’assemblea, l’amministratore, senza bisogno di autorizzazione di questa, può ottenere un decreto di ingiunzione immediatamente esecutivo, nonostante opposizione”.

Dal dettato normativo si evince che il piano di riparto non è parte integrante del rendiconto condominiale, ma è necessario per ottenere il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo in caso di opposizione.

Recentemente un intervento della giurisprudenza di legittimità ha dato alcune chiavi interpretative delle recenti innovazioni.

Corte di Cassazione sezione sesta – Ordinanza n°33038 del 20/12/2018:”Il registro di contabilità, il riepilogo finanziario e la nota sintetica esplicativa della gestione, che compongono il rendiconto, perseguono certamente io scopo di soddisfare l’interesse del condomino ad una conoscenza concreta dei reali elementi contabili recati dal bilancio, in modo da dissipare le insufficienze, le incertezze e le carenze di chiarezza in ordine ai dati del conto, e così consentire in assemblea l’espressione di un voto cosciente e meditato. Allorché il rendiconto non sia composto da registro, riepilogo e nota, parti inscindibili di esso, ed i condomini non risultino perciò informati sulla reale situazione patrimoniale del condominio quanto ad entrate, spese e fondi disponibili, può discenderne…………l’annullabilità della deliberazione assembleare di approvazione”.

Come si evince chiaramente dalla sentenza il rendiconto non redatto secondo i parametri indicati dal legislatore rende la delibera di relativa approvazione illegittima e pertanto annullabile.

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