Liti condominiali come gestirle!

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Come gestire le liti condominiali?

Secondo una recente ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, sulla vita condominiale, emerge che un italiano su tre litiga con il proprio vicino.

Dalla ricerca emerge che il rumore e i comportamenti sgraditi sono i motivi principali delle liti condominiali.

Questo può includere rumori provenienti da locali notturni, feste rumorose, lavori di ristrutturazione o anche solo vicini di casa che alzano troppo il volume della televisione.

Queste situazioni possono causare tensioni all’interno della comunità condominiale, spesso portando a discussioni accese e dispute legali.

Per evitare conflitti è fondamentale che i condomini si rispettino reciprocamente e siano consapevoli dell’effetto che i propri comportamenti possono avere sugli altri.

È importante seguire le regole condominiali in materia di rumore, come ad esempio gli orari di silenzio e l’uso di materiali isolanti per gli interventi di ristrutturazione.

Un’altra pratica utile potrebbe essere quella di comunicare in modo aperto e rispettoso con i vicini, cercando di risolvere eventuali problematiche in maniera cordiale, prima che queste sfocino in conflitti legali costosi e stressanti per entrambe le parti.

Infine, se il problema persiste nonostante i tentativi di dialogo, è sempre consigliabile cercare l’intervento di un amministratore di condominio o di un avvocato specializzato in diritto condominiale, al fine di tutelare i propri diritti e risolvere la situazione in modo giusto e conforme alla legge. La convivenza pacifica all’interno di un condominio dipende dalla responsabilità e dalla collaborazione di tutti i suoi membri.

ll condominio è una condivisione forzata di spazi, che, costringe a rapporti interpersonali non correttamente distanziati.  

Nei rapporti condominiali a fronte di presunti interessi materiali si innescano motivazioni cognitive e relazionali, che, guidano effettivamente le azioni degli interessati.  

I problemi appaiono insormontabili si dibatte di “questioni di principio”, così deflagrano forti stati di conflitto causati da disposizioni negative nei confronti dell’altro condomino divenuto proiezione di emozioni avverse.   

Nel condominio si esprimono tensioni familiari causate da disagi psicologici per frustrazioni ed attese inevase.

I condomini difficilmente mantengono le giuste distanze tra loro ed entrano ripetutamente in conflitti, perlopiù dovuti ad errati rapporti interpersonali.

Le liti condominali sembrano causate da questioni economiche, ma, alla base hanno motivazioni psicologiche molto profonde. 

Le relazioni condominiali premiano atteggiamenti psicologici negativi, invidie, rancori, frustrazioni, ansie, amarezze, nevrosi, che inducono i condomini allo stato di guardia.   

Queste divergenze danno luogo a un conflitto, una relazione nella quale si impone esclusivamente la propria convinzione senza considerare le valutazioni di controparte.  

L’atteggiamento giusto quando si è in disaccordo non è quello di cercare la ragione o il torto, ma una soluzione che soddisfi tutti i contendenti.  

I conflitti sono parte inevitabile delle relazioni e dovrebbero essere occasione di crescita ed evoluzione e non involuzione della collettività. 

L’amministratore di condominio in base al contratto di amministrazione ha il compito di cercare una mediazione e per quanto possibile una soluzione alle liti condominiali.

Per tentare è necessario acquisire specifiche competenze.

Anche attraverso corsi di specializzazione!

Per cercare di disinnescare i conflitti che si sviluppano nella vita condominiale gli amministratori di condominio devono essere assertivi.

Che cosa significa essere assertivi?

Per essere assertivi bisogna imparare a gestire i rapporti interpersonali senza lasciarsi vincere dall’emotività.

Bisogna imparare a confermare la propria valutazione in ordine ad una questione controversa, anche se contraria a quanto riscontrato dal proprio interlocutore, cercando di mantenere un rapporto collaborativo.

L’amministratore non dove lasciarsi coinvolge emotivamente dalle liti condominiali; deve annotare le relazioni e le eventuali tensioni; deve capire le reali motivazioni che dettano alcuni comportamenti e deve elaborare una strategia tesa allo sviluppo di relazioni positive tra le parti.

Deve chiarire che egli persegue esclusivamente l’interesse generale, non deve parteggiare per alcuna delle parti, deve ispirare il suo comportamento alla piena legittimità giuridica.

Non deve assecondare atteggiamenti istigatori, manipolatori e oppressori dei condomini, mirando esclusivamente all’interesse generale del condominio.

Deve mirare alla negoziazione delle liti condominiali e al conseguimento di un accordo, che, soddisfi il più possibile tutti i condomini.