Un condomino può fare l’amministratore di condominio?

condominio-amministratore di condominio

Condomino, amministratore del proprio condominio. Si può fare?

Nell’ambito della gestione condominiale, l’amministratore di condominio svolge un ruolo fondamentale.

Ma cosa succede quando uno dei condomini decide di assumere personalmente questa responsabilità?

Esploriamo le competenze e i doveri dell’amministratore di condominio, le circostanze in cui un condomino può prendere l’incarico,  i vantaggi e le sfide che comporta essere amministratori del proprio condominio.

Le competenze e i doveri dell’amministratore di condominio

Le competenze e i doveri dell’amministratore di condominio sono fondamentali per garantire una corretta gestione e manutenzione degli edifici condominiali.

La riforma del Condominio, a differenza del passato, dove tutti potevano esercitare l’incarico di  amministratore condominiale ha estremamente qualificato la figura, che, oggi può definirsi professionale.

Secondo 71-bis, Disposizione di Attuazione e Transitoria al Codice civile, possono svolgere l’incarico di amministratore di condominio coloro:

a) che hanno il godimento dei diritti civili;

b) che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;

c) che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;

d) che non sono interdetti o inabilitati;

e) il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari;

f) che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;

g) che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

I requisiti di cui alle lettere f) e g) del primo comma non sono necessari qualora l’amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile.

Di fatto, la normativa ha conferito una deroga a chi svolge l’attività nel proprio fabbricato indi, non può definirsi professionista.

L’amministratore di condominio condomino ne deve aver conseguito almeno un diploma di scuola secondaria di secondo grado, ne deve aver frequentato un corso di formazione iniziale, ne  svolgere corso di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale.

Di fatto per l’amministratore di condominio condomino non c’è l’obbligo della formazione.

Quindi? Amministratore di condominio senza competenze?

In ogni caso l’amministratore di condominio, a prescindere dalla circostanza che sia condomino deve possedere una conoscenza approfondita delle leggi e delle normative in materia di condominio, nonché competenze amministrative e organizzative.

Tra i suoi doveri rientrano la convocazione  delle assemblee condominiali, la redazione del consuntivo  condominiale, la gestione delle spese condominiali, l’approvazione dei preventivi per le opere di manutenzione e il monitoraggio dei pagamenti da parte dei condomini.

Inoltre, l’amministratore deve rispondere alle richieste e alle segnalazioni dei condomini, mediare eventuali controversie e assicurare la corretta esecuzione delle decisioni prese dall’assemblea.

La figura dell’amministratore di condominio svolge un ruolo cruciale nella vita di un condominio, contribuendo alla convivenza pacifica e all’efficienza della gestione comune.

Quando il condomino può assumere il ruolo di amministratore

Il condomino può assumere il ruolo di amministratore del proprio condominio.

Secondo la legge italiana, un condomino può essere eletto come amministratore se l’assemblea lo nomina con i quorum previsti dalla normativa vigente.

Tuttavia, è importante considerare che assumere tale ruolo comporta una serie di responsabilità e doveri.

L’amministratore, condomino o meno,  deve sempre gestire le questioni finanziarie, organizzare l’assemblea condominiale, garantire il rispetto delle norme di convivenza e prendere decisioni in merito alla manutenzione dell’edificio.

 Inoltre, l’amministratore deve essere imparziale e agire nell’interesse comune dei condomini.

È fondamentale che il condomino comprenda appieno tali responsabilità prima di assumere il ruolo di amministratore del proprio condominio.

Da l’assunto si deduce la necessità anche per l’amministratore di condominio condomino, di formarsi adeguatamente.

I vantaggi e le sfide di essere amministratori

Essere amministratori di condominio condomini comporta sia vantaggi che sfide.

Tra i vantaggi, vi è la possibilità di avere un controllo diretto sulla gestione del proprio condominio, garantendo una maggiore trasparenza e efficienza nella gestione delle spese comuni.

Inoltre, gli amministratori condomini possono contribuire a creare un ambiente di convivenza armonioso tra i condomini, favorendo la risoluzione pacifica di eventuali conflitti.

Tuttavia, assumere il ruolo di amministratore comporta anche diverse sfide.

Gli amministratori devono essere preparati a gestire questioni legali e tecniche legate alla manutenzione del condominio, oltre a dover bilanciare le esigenze e le richieste dei vari condomini.

Inoltre, devono essere in grado di prendere decisioni responsabili e imparziali nell’interesse collettivo.

Essere amministratori di condominio richiede quindi competenze specifiche e una grande dose di dedizione e pazienza.

Essere amministratori di condominio è un compito complesso e impegnativo, che richiede conoscenze tecniche e capacità organizzative.

Tuttavia, per coloro che desiderano assumere questo ruolo, ci sono anche numerosi vantaggi, come la possibilità di prendere decisioni che influenzano direttamente la propria abitazione.

È importante riflettere su come il coinvolgimento dei condomini nella gestione del condominio possa contribuire a una migliore convivenza e ad una maggiore responsabilità collettiva.